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Diario di viaggio: Monaco di Baviera e Dachau

Mercatini di Natale a Monaco di Baviera
I mercatini di Natale di Marienplatz, Dachau e i surfisti dell’Eisbach

Monaco di Baviera. Stavolta è toccato ai mercatini di Natale a Monaco di Baviera.
Ormai siamo ufficialmente mercatinofili: tutto iniziò nel 2013. Volevamo vedere Parigi a Natale, siamo andati, ci abbiamo trovato dei fantastici mercatini natalizi e da allora non ci siamo più fermati. Porto, Bratislava e Vienna, Cracovia, Sofia e adesso Monaco di Baviera, in Germania.
Siamo praticamente pronti per fare una nostra classifica dei mercatini di Natale più belli e prima o poi arriverà. Intanto vediamo com’è andata nella capitale bavarese…

 

07/12 Roma – Monaco di Baviera

 

Partiamo da casa alle 7:45 per lasciare la macchina al solito parcheggio AltaQuota2 di Fiumicino. Prendiamo la navetta e alle 10:15 siamo in aeroporto per il nostro volo Vueling in partenza alle 11:20. Il biglietto è stato comprato il 20/09, appena uscita la newsletter promozionale per i voli invernali, ed è costato 85 Euro a persona.
Il volo fila liscio, atterriamo a Monaco di Baviera alle 13:10 e seguiamo le indicazioni con il simbolo verde della S-Bahn, la ferrovia che attraversa Monaco di Baviera e la collega alle località limitrofe.
I cartelli ci portano alla biglietteria dove compriamo un biglietto giornaliero, per tutti i mezzi pubblici (bus, metro, tram e ferrovia) e valido per un gruppo fino a 5 persone. Costa 24.30 Euro e se conviene a noi che siamo solo due immagino quanto sia utile a una famiglia, visto che una corsa singola in metro costa 2.60 Euro e il collegamento dall’aeroporto al centro 11.60 Euro a persona! Quindi sfatiamo il mito dei trasporti costosi, anzi, hanno un prezzo equilibrato perché funzionano e incentivano più persone insieme a usare i mezzi pubblici invece di quelli privati.
Dopo un tragitto di 40 minuti la nostra S-1 ci lascia alla stazione Donnersbergerbrucke, a soli 300 metri dall’hotel scelto per questo viaggio: Hampton By Hilton Munich City West
Abbiamo ragionato in maniera strategica: lontani dal centro storico e vicini a una stazione ben servita, ci passano ben 7 linee della S-Bahn. Ci bastano 3 fermate e meno di 10 minuti per arrivare nel cuore di Monaco di Baviera, si può fare.
Difatti subito dopo il check-in siamo già in Marienplatz e visto che abbiamo superato l’ora di pranzo, recuperiamo subito con un grande panino con salsiccia tradizionale bavarese e mostarda (4 Eu): ecco i mercatini di natale di Monaco di Baviera! L’atmosfera è incantevole: gli edifici severi, gotici e fiammeggianti del vecchio e nuovo municipio sovrastano decine di chalet di legno con i tetti a spiovente. La piazza che di solito ospita artisti di strada e band musicali è decorata per il Mercatino di Natale di Gesù Bambino. C’è tanta gastronomia: dolci, castagne, salumi, formaggi, vino caldo aromatizzato… e idee regalo: abbigliamento, decorazioni, saponi, candele, artigianato.
Diamo un’occhiata in giro, ci fermiamo a leggere le informazioni storiche sulla Colonna della Madonna, al centro della piazza, e sul quarto carillon più grande d’Europa, il Glockenspiel, posto sulla facciata principale del Neues Rathaus, il nuovo municipio. Da qui ci muoviamo verso l’adiacente Peterskirche, la chiesa più antica della città, chiamata affettuosamente dagli abitanti Alte Peter, vecchio Peter, perché esiste sin dalla fondazione di Monaco di Baviera.
La chiesa dista pochi metri dalla nostra prossima destinazione: Viktualienmarkt, il più antico mercato di generi alimentari di Monaco, attivo dal 1807. Tutti i giorni i commercianti vendono prodotti caseari, uova, pesce, selvaggina, frutta e verdura. Praticamente un mercatino di Natale perenne: in questo periodo è ancora più caratteristico e lo conferma il suo noto palo della cuccagna decorato per le feste, ma anche nel resto dell’anno non deve essere affatto male per atmosfera e genuinità 😉
Compriamo un grande brezel salato appena sfornato (0.55 Eu) e lo mangiucchiamo mentre ci spostiamo verso Frauenkirche, percorrendo l’ampia strada commerciale Kaufingerstrasse che sui lati ospita tanti negozi e al centro della carreggiata gli chalet del mercatino, esattamente  come avviene lungo la Sendlingerstrasse, l’altra strada che parte da Marienplatz. Si è capito: il mercatino non è proprio -ino, si estende su diversi isolati ma non è dispersivo. Il centro è tutto pedonale, a dimensione d’uomo e la passeggiata è sempre gradevole.
A metà percorso ci fermiamo a scattare foto ai noti campanili con cupola a cipolla di Frauenkirche, paralleli e alti 100 metri sono un simbolo della città che caratterizza lo skyline da secoli. La cattedrale che risale al 1488 è enorme, ospita fino a 20.000 fedeli e il nome del suo vescovo più noto lo conosciamo tutti: Joseph Ratzinger, Papa Benedetto XVI.
Torniamo sulla strada principale e continuiamo a camminare fino al termine, dove si trova Michaelskirche, una chiesa enorme le cui volte a botte sono inferiori solo a quelle della basilica di San Pietro a Roma! Qui c’è il miglior coro religioso della città che canta ogni domenica ma noi siamo fortunati perché entriamo nel momento esatto in cui fuori inizia a piovere e dentro cominciano le prove. Tutto esattamente come accadde durante il viaggio a New York: sarà un segno divino? 😉
All’uscita troviamo la temperatura molto più bassa, quindi ci scaldiamo con tre frittelle di patate con sour cream (5 Eu) e camminiamo fino alla Hofbrauhaus, la birreria storica più famosa di Monaco di Baviera e forse del mondo. Costruita nel 1589 è una delle sette fabbriche storiche di birra (HB), arredata con i classici tavolacci da Oktoberfest ospita fino a 3000 persone sotto le sue volte affrescate con motivi floreali. Purtroppo è tristemente nota anche perché qui, nel 1920, Hitler tenne un noto comizio nel quale enunciò i 25 punti fondativi del partito nazista.
La nostra idea iniziale era di fermarci a bere qualcosa qui ma la notorietà del luogo attira un mucchio di persone: non solo è difficilissimo trovare un posto ma c’è anche un baccano infernale con gruppi di turisti che seguono le istruzioni delle guide per prendere posto e assaggiare le specialità bavaresi. Non fa per noi, meglio cercare altro… 😉
Decidiamo di riprendere la strada e percorriamo la Maximilianstrasse, un sontuoso boulevard che lungo i suoi porticati ospita solo negozi di lusso con vetrine sfavillanti che espongono oggetti costosissimi. Ovviamente qui c’è molto meno traffico… 😉
Passiamo in rassegna un numero indefinito di gioiellerie e case d’alta moda, ammirando palazzi monumentali e il magnifico Teatro Nazionale. Poi, arrivati agli imponenti edifici del Residenz, sede del Palazzo Reale, rientriamo verso Viktualienmarkt dove troviamo chiuse le botteghe che avevamo individuato per cenare. Effettivamente in questa piazza lavorano tutti i giorni tutto l’anno e a fine giornata chiudono, non hanno a niente a che vedere con i mercatini di Natale che sono aperti fino a tardi.
Dobbiamo improvvisare un piano B e siccome siamo stanchi, è venerdì sera, sono le 20 e tanti ristoranti hanno la fila fuori, tentiamo di entrare senza prenotazione in un paio di locali piccoli e interessanti che ci respingono. Il terzo tentativo lo facciamo in un locale più grande che ci assegna un posto al volo e finalmente sediamo. Siamo da Bratwurstherzl, una bella birreria storica con arredi in legno, una grande brace a vista e un menù con piatti bavaresi e birre: proprio quello di cui abbiamo bisogno! Ordiniamo: schnitzel di vitello con insalata di patate e cetrioli, 8 salsiccette di Norimberga alla griglia con patatine fritte, birra Munich lager e dark da 0,5 e spendiamo 35 Eu.
Ora siamo accaldati ma fuori ci aspettano 2 gradi e la strada del ritorno in hotel, in una sola giornata ci siamo goduti il cuore di Monaco e nei prossimi giorni ci torneremo più volte: è bellissimo!

Quanto abbiamo camminato oggi? 8,4 km

 

08/12 Monaco di Baviera – Dachau

 

Alle 8:00 siamo in piedi per una grande colazione: salsicce, patate, bacon, waffle con miele e sciroppo d’acero, tisane, succhi, cereali, pane, marmellate e pure qualche croissant. Abbiamo bisogno di un carico energetico importante per affrontare la lunga giornata. Prima di uscire proviamo a prenotare il ristorante scelto per cena ma purtroppo risulta già pieno, in reception ci dicono che bisogna andare di persona e vedere se si è liberato qualcosa, il sabato è difficile trovare posto per la sera stessa.
Una volta fuori l’hotel andiamo in stazione e prendiamo il treno per il campo di concentramento di Dachau.
Come arrivare a Dachau da Monaco? Basta fare un normale biglietto XXL della S-Bahn, valido per tutto il centro città ma che comprende anche alcune località limitrofe, tra cui Dachau. Bastano 6 Euro per arrivare in questa zona e il biglietto continuerà a essere valido tutto il giorno per tutti i mezzi, decisamente conveniente.
Prendiamo la linea S2 direzione Peteransen e scendiamo alla fermata Dachau. Appena fuori la stazione c’è il bus 726 che porta al lager e ci sono anche precise indicazioni per raggiungere il campo a piedi. L’ingresso è libero tutti i giorni e non è prenotabile, bisogna solo vedere gli orari di apertura e chiusura perché potrebbero variare durante l’anno. Solo il sabato e la domenica sono previsti dei tour guidati in italiano alle 11:30 al costo di 4 Euro a persona. Questa e altre informazioni sono reperibili sul sito ufficiale del memoriale.
Dachau inizialmente doveva essere un campo di lavoro e di addestramento delle SS, la sua costituzione fu una delle prime iniziative di Hitler quando salì al potere. Per il fuhrer Dachau doveva rappresentare una sorta di modello per gli altri campi. All’inizio doveva servire come campo di rieducazione e lavoro per gli oppositori e, nella maniacale ricerca del perfezionamento, divenne una specie di prototipo su cui sperimentare il rigore della nuova dottrina politica nazionalsocialista. Una dottrina e una sperimentazione che venivano applicate a uomini e donne privati di libertà e dignità. Lo sappiamo bene com’è andata la storia: i nazisti persero il controllo di tutto, a cominciare dall’umanità. Seppur in scala contenuta a Dachau sono stati commessi gli stessi atroci delitti che macchieranno per sempre la coscienza della Germania e dell’Europa.
Ci sembra di essere tornati indietro nel tempo, quando visitammo Cracovia e Auschwitz, le sensazioni sono le stesse perché quello che vediamo a Dachau – seppur in proporzione minore – è identico a ciò che abbiamo visto in Polonia. Dalle camerate, alle storie narrate, dalle camere a gas ai forni crematori, tutto è drammaticamente identico: la prova evidente di uno sterminio scientifico, compiuto con assoluta determinazione e meticolosità.
Proprio come due anni fa, anche qui fa molto freddo e tira un vento gelido, seguiamo il percorso consigliato sulla mappa dell’audioguida che abbiamo ritirato al centro informazioni (4 Eu) e silenziosamente visitiamo i padiglioni del museo, la scultura in bronzo dedicata alle vittime dell’Olocausto, il perimetro di filo spinato elettrificato, il cancello d’ingresso con la macabra scritta Arbeit Macht Frei.
Terminiamo la visita alle 16:00, rientriamo verso Monaco di Baviera e prendiamo altri mezzi pubblici per raggiungere il complesso dello Schloss Nymphenburg dove arriviamo mentre il sole sta calando. Giusto in tempo per scattare qualche foto al tramonto di questo elegante castello barocco, la cui facciata imponente, lunga 700 metri, si riflette nei canali d’acqua che nel progetto originario dovevano servire per collegare i palazzi residenziali della nobiltà bavarese che si sarebbe spostata da uno all’altro in barca, fino a Dachau. Il progetto non fu portato a termine ma canali e laghetti artificiali ci sono tutti e valgono sicuramente qualche fotografia, specie al tramonto 😉
Qui sembra faccia ancora più freddo, quindi stiamo giusto il necessario prima di riprendere il tram per raggiungere Hauptbahnhof, la stazione centrale. Da qui prendiamo la metro per arrivare a Theresienwiese, la celebre spianata dove ogni anno da oltre un secolo si tiene l’Oktoberfest (per gli appassionati di birra: la festa si chiama così perché chiude sempre nel primo week end di Ottobre ma inizia tre settimane prima. Quindi, a dispetto del nome, gran parte della sagra si svolge a Settembre).
L’area fieristica riprende vita in questo periodo e diventa un altro grande mercatino di Natale. Dentro enormi tensostrutture ci sono artigiani, ristoranti etnici, spettacoli, concerti… e ovviamente tra un padiglione e l’altro ti puoi godere altri chalet per bere, mangiare e fare acquisti da mettere sotto l’albero. Dopo un lungo giro, prima di lasciare il grande prato, diamo uno sguardo all’imponente statua della Baviera e il Ruhmeshalle alle sue spalle, il pantheon delle personalità tedesche. Un tempio in stile neoclassico che raccoglie i busti scolpiti di esponenti dell’arte, della scienza, della letteratura, della politica che hanno dato lustro alla Germania nei secoli.
Torniamo alla metro e prendiamo la U5 fino alla stazione centrale per cambiare con la U1 e scendere a Rotkreutzplatz dove – guarda un po’ – troviamo un altro mercatino mentre stiamo cercando il ristorante scelto stamattina. Facciamo un giro rapido senza distrarci troppo mentre, guidati da Google Maps, proseguiamo altri 400 metri prima di entrare infreddoliti e affamati da Sappralott.
Per fortuna l’accoglienza è calda in tutti i sensi, forse abbiamo azzeccato l’orario perché ci assegnano subito un tavolo in una saletta tranquilla e ben riscaldata. Perfetto. Come perfetta sarà la cena, eletta a posteriori la migliore del viaggio: zuppa di gulasch, molto consistente, con carne, patate e pane; e una Munich schnitzel che consiste in due grandi filetti di manzo impanati con mostarda e rafano. Non solo, perché ordiniamo anche una specialità della casa: Sappralott Pfanderl, filetto di maiale con bacon grigliato servito con salsa di funghi su gnocchetti e insalata. Da bere due Augustiner 0,5 di cui una waiss. In totale spendiamo 35.30 Euro e usciamo dal locale rotolando per le porzioni giganti.
Tutto questo cibo calorico ci ha caricato le batterie giusto per tornare in hotel visto che ci raffredderemo molto presto: la temperatura è scesa due gradi sotto lo zero e ha iniziato anche a piovere!

Quanto abbiamo camminato oggi? 7,9 Km

 

09/12 Monaco di Baviera

 

Come ampiamente previsto dal meteo dei giorni scorsi, oggi la giornata non promette nulla di buono e dobbiamo organizzare un programma in base all’intensità della pioggia. Ma non sarà un problema perché sulla guida sono indicati tutta una serie di suggerimenti e luoghi da visitare in caso di brutto tempo: a quanto pare è un fenomeno atmosferico frequente da queste parti.
Approfittiamo di una tregua mattutina dopo il temporale della notte per raggiungere il gigantesco parco cittadino English Gartner, uno dei più grandi al mondo con ben 78 chilometri di sentieri, e vedere i surfisti di città cavalcare l’onda perpetua del fiume Eisbach.
Avevamo letto che qui i surfisti ci sono a qualsiasi ora del giorno e con qualsiasi condizione meteo ma abbiamo pensato si trattasse di una quelle esagerazioni da guida tascabile e invece no! Quando arriviamo sul posto, nonostante un violento acquazzone e un freddo polare, troviamo una decina di surfisti in muta integrale che si lanciano uno alla volta sull’onda cittadina. Caduto uno, avanti un altro! Lo spettacolo ovviamente non è esaltante, specie per chi vive al mare, però è curioso.
Siccome siamo usciti senza muta decidiamo che non è il caso di provare e soprattutto di restare sotto la pioggia, quindi proprio davanti il ponte sull’Eisbach prendiamo il bus 100 per raggiungere il Deutsches Museum.
Questa linea attraversa la lunga strada su cui affacciano i principali musei di Monaco di Baviera, così sono tutti collegati e in caso di pioggia si può passare da uno all’altro in modo facile e senza bagnarsi.
Il Deutsches Museum è il museo della scienza e della tecnologia più grande del mondo, con oltre 28.000 oggetti esposti. L’ingresso costa 12 Euro e su sette piani si possono ammirare tutti i progressi e le scoperte dell’uomo, dall’agricoltura alla conquista dello spazio.
I piani più belli sono quelli della nautica e dell’aviazione, con enormi modelli di navi e aerei, per il resto ci è sembrato datato e poco interattivo rispetto ad altri musei simili visti in altre città, come Parigi e Valencia. Molto interessante il bookstore all’uscita, più che altro per avere qualche idea per fare un regalo originale, rigorosamente da cercare su Amazon e pagare la metà! 😉
Siamo stati abbastanza al chiuso, è tempo di uscire di nuovo e tornare a Marienplatz per l’ultimo giro al mercatino di Natale. Purtroppo piove ancora, pertanto facciamo un blitz a colpo sicuro e per i parenti collezionisti compriamo una pallina per l’albero di Natale e una t-shirt della città (24 Eu). A missione compiuta ci rilassiamo in uno chalet e mangiamo un brezel salato accompagnato da vino rosso caldo con ciliegie, e vino bianco aromatizzato all’arancia. Dopo la degustazione portiamo con noi i bellissimi boccali del buon ricordo (15 Eu).
Dopo questo sostanzioso aperitivo siamo pronti a raggiungere il ristorante scelto per cena, mentre siamo sul bus ci viene il sospetto che possa essere chiuso visto che la domenica molti esercizi non aprono (anche i centri commerciali). Facciamo una rapida ricerca su TripAdvisor e scopriamo che è proprio così! Scendiamo al volo dal bus e la fortuna torna a sorriderci perché l’alternativa che abbiamo scelto nei giorni scorsi è proprio vicino alla nostra fermata improvvisa, tanto che la raggiungiamo a piedi.
Non solo, perché Wirtshaus Eder è anche vicino al nostro hotel, così tanto che vediamo la sua torre a occhio nudo e dopo cena lo raggiungeremo con una passeggiata.
Personale gentile, locale bello, caldo, accogliente e soprattutto vuoto: quello che ci voleva dopo il caos del weekend, si vede proprio che è domenica.
Ordiniamo una birra rossa e una chiara da 0,5 e da mangiare Bayrisch Gröstl, straccetti di maiale arrosto su letto di gnocchi di pane, patate e cipolle, servito con un’insalata mista; e Blut-und Leberwurst: un gusto un po’ più estremo ma decisamente tipico. Una salsiccia bianca e una nera, molto spesse, con impasto tritato fino e bollito. La consistenza è quella di un budino insaccato, e gli ingredienti? La salsiccia scura è fatta con sangue e grasso di maiale, la bianca con il fegato. Tutto servito con patate lesse e mostarda. Impegnativo per vista, gusto, olfatto ma ce l’abbiamo fatta. Lasciamo sul tavolo 33.80 Euro e rientriamo in hotel con il pieno di calorie e una riserva di ferro per i prossimi cinque anni 😉

Quanto abbiamo camminato oggi? 10 km

 

10/12 Monaco di Baviera – Roma

 

L’ultimo giorno ce la prendiamo comoda, l’aereo parte nel primo pomeriggio e abbiamo tutto il tempo per fare colazione con calma e poi una spesa al supermarket sotto l’hotel. Resta sempre questo il modo migliore per portare a casa qualche sapore locale: compriamo preparati per gulash, salsicce bavaresi (non di sangue e fegato!) sottovuoto, cioccolatini  Mozartklugen ripieni di marzapane e una confezione di Tuc (15 Eu).
Andiamo verso la stazione, compriamo il biglietto singola corsa per l’aeroporto (11.60 Eu) e dopo un ultimo giro nel duty free possiamo dire che i prezzi di molti articoli sono identici a quelli trovati in centro e nei mercatini: t-shirt, boccali, calamite, dolci, birre… sì, i souvenir più classici si possono comprare anche in aeroporto!
Che dire: sono tornato a Monaco di Baviera dopo 23 anni e l’ho trovata ancora più bella e ben organizzata. Stavolta l’Oktoberfest non c’entrava niente, i gusti cambiano e i mercatini di Natale sono stati decisamente convincenti. Li abbiamo messi sul podio insieme a quelli di Cracovia e Vienna. Ora dobbiamo decidere in che posizione, ci penseremo durante il 2019. Auguri! 

Ma alla fine, quanto abbiamo camminato? 30 km

 

Note
Hotel prenotati su Booking
Guida di riferimento: Monaco di Baviera disponibile su Amazon
Libro letto su Kindle: Al servizio di Adolf Hitler di S.V. Alexander

Diario di viaggio: Bratislava e Vienna

Il Danubio e il centro storico visti dal castello.
Il Danubio e il centro storico di Bratislava visti dal castello.

Dopo il viaggio in USA arriva la pausa invernale e non può mancare un bel weekend lungo a caccia di atmosfere natalizie. Ormai è una tradizione: mercatini, addobbi, sapori e nuove città da scoprire. Dopo la sorprendente Porto dell’anno scorso, questa volta abbiamo puntato dritti a nord…

 

12/12 Roma – Bratislava

 

Partenza da casa fissata alle ore 16:00. Lasciamo la macchina al parcheggio che consigliamo sempre e ci prepariamo per il volo fissato alle 19:45.
A Ottobre abbiamo acquistato i biglietti sul sito Ryanair e sette giorni prima del viaggio abbiamo fatto il check-in online con le carte d’imbarco scaricate sull’iPhone: pratico e senza scartoffie. Abbiamo speso per il tragitto a/r Roma-Bratislava l’incredibile cifra di 52.50 Euro a testa e da quando i posti sono tutti assegnati e si può portare un secondo piccolo bagaglio a bordo, non c’è più la triste corsa per occupare le poltrone migliori e Ryanair è tornata un’opzione da considerare per viaggi di questo tipo.
Arriviamo puntuali alle 21:00 e come deciso dall’Italia, vista l’ora, non perdiamo tempo con i collegamenti pubblici: prendiamo direttamente un taxi che in 15 minuti ci porterà in hotel.
Da notare: appena fuori l’aeroporto c’è un cartello che indica le tariffe massime dei taxi per arrivare in alcuni degli hotel più importanti della città. Il cartello dice che per la nostra destinazione bastano 25 Euro ma i due tassisti interpellati ne chiedono 30. Al terzo tassista rispondiamo che sul cartello c’è scritto diversamente e quando facciamo per andar via, magicamente ci ripensa: “Ok, 25 Euro!” – fastidioso come sempre dover far capire che non sei un pollo da spennare e che loro hanno una regola da rispettare. Peccato, non è mai il massimo essere accolti così ma come da nostra buona abitudine non vogliamo farci pregiudizi di alcun tipo, quindi cataloghiamo l’episodio e guardiamo fiduciosi alle prossime tappe. Anche perché è ora di cena e vogliamo pensare positivo 😉
In meno di 15 minuti percorriamo i 7 km che ci separano dal nostro Austria Trend Hotel Bratislava.
Impieghiamo giusto il tempo necessario per ammirare la bellissima hall e la stanza, pulita e confortevole, e siamo subito in strada per raggiungere un locale scelto su TripAdvisor e consigliato anche sulla guida. Perfetto anche perché si trova a soli 100 metri da noi: Bratislavsky Mestiansky Pivovar un antico birrificio con cucina tradizionale. Siamo giusto in tempo per ordinare perché dalle 22:00 chiudono la cucina ma si può continuare a bere. Il locale è bellissimo: foto d’epoca, tanti tavoli, enormi botti di rame per produrre la birra in bella vista, a rappresentare con orgoglio l’essenza di una storia iniziata addirittura nel 1752!
Assaggiamo la chiara e la scura e grazie al menù in inglese riusciamo a capire cosa ordinare: per antipasto una gigantesca salsiccia affumicata fatta in casa con mostarda e salsa di rafano, a seguire una bella wienner schnitzel, versione asburgica della cotoletta panata fatta con carne di maiale e condita con insalata di patate, e per finire degli gnocchi ripieni con formaggio di pecora, conditi con bacon, cipolle fritte e abbondante spennellata di sour cream: una bomba. Come se non bastasse la botta calorica, le porzioni sono così abbondanti che non riusciamo a finire tutto! Memorabile anche il conto: spendiamo solo 22.80 Euro!
Prima di rientrare in hotel facciamo una passeggiata digestiva e pregustiamo un po’ del centro storico, interamente pedonale e vicinissimo al nostro albergo che, come sempre, è stata una precisa scelta strategica. Accediamo al cuore della città attraverso la storica porta di Saint Michael: una torre barocca che è la chiave di acceso al meraviglioso quartiere medievale.
Percorriamo un pezzo della strada principale e poi deviamo verso Hlavné Namastie, la piazza che ospita i mercatini di Natale di Bratislava. Tutto è spento e buio e le pulizie sono in corso, l’atmosfera del Natale alle 22:00 lascia spazio ai locali, ai bar, ai disco pub che offrono programmi più spinti delle mele caramellate. È sabato sera, non c’è molta gente in strada perché fa un freddo boia ma per quello che vediamo dall’esterno, la temperatura in certi bar deve essere caldissima!
I locali sono davvero tanti, con poca tradizione e molti turisti, sembra un business florido come se far ballare delle ragazze seminude su un bancone da bar rappresentasse ancora una trasgressione ambiziosa, simbolo di libertà. Mah! A me è sembrata una cosa piuttosto “datata”, in linea con il vecchio Colpo Grosso di Umbertone Smaila: chi lo guarderebbe oggi?
Con queste divagazione filosofiche tra eros e attualità, rientriamo verso l’hotel: siamo sicuri che Bratislava ha molto di meglio da offrire! 😉

Quanto abbiamo camminato oggi? 2.5 km

 

13/12 Bratislava

 

Per oggi abbiamo programmato una serie di percorsi che ci faranno scoprire il meglio di Bratislava e concentrarci soprattutto sul suo tradizionale mercatino di Natale.
Facciamo il pieno energetico con una colazione dolce e salata a base di croissant, muesli, pane tostato con marmellata e il proteico abbinamento che osiamo solo quando viaggiamo: bacon, uova strapazzate e salsicce. Ok, ora siamo pronti 😉
L’aria è fredda, ci sono appena un paio di gradi quando iniziamo a seguire l’itinerario pedonale che ci porterà al maestoso castello-simbolo della città, arroccato in cima a un’altura che sovrasta Bratislava.
La salita è agevole, i percorsi sono ben indicati e sicuri anche perché adiacente al castello è situato il Parlamento slovacco. Appena arrivati in cima scattiamo foto panoramiche proprio dal belvedere della massima assemblea nazionale e vediamo il Danubio scorrere placido sotto di noi. La struttura non ha niente di particolarmente memorabile ma il parco che lo circonda e la vista di Bratislava dall’alto meritano sicuramente una visita.
Torniamo verso il centro storico passando per la porta di Sigismondo e il nostro cammino ci porta attraverso scorci bellissimi fino alla Cattedrale di San Martino. Da qui prendiamo la strada Panska Laurinska fino a incontrare Cumil, la statua più famosa della città: un operaio (o un soldato?) che spunta da un tombino e guarda sornione e disincantato i passanti. Dopo la caduta del comunismo sono state tante le sculture insolite che hanno rinnovato le principali strade di Bratislava (notevole anche quella di Lewis Carrol), ma quella di Cumil è stata eletta da abitanti e turisti come la migliore e bisogna fare la fila per strappare una foto a questo famosissimo Man at work 😉
È ancora presto e decidiamo di non cedere alla tentazione di tuffarci nel mercatino, ci affacciamo giusto un attimo per fare uno spuntino. Vediamo persone che passeggiano con un’enorme frittella calda tra le mani e non vogliamo essere da meno, così seguiamo l’istinto e il profumo e scopriamo che si tratta di una zemiakovè. Ordiniamo il frittellone (2,50 Eu.) e proseguiamo felici verso la nostra prossima meta: la Chiesa Blu.
Per arrivarci bisogna uscire un po’ dal centro storico ma bisogna considerare che Bratislava è davvero molto piccola, tutto si raggiunge facilmente a piedi con passeggiate brevi e piacevoli. Ora va detto però, in tutta onestà, che questo luogo di culto per quanto celestiale – almeno nei colori – non ci ha trasmesso grande entusiasmo. Abbiamo visto imponenti chiese coloratissime durante il viaggio in Russia e questa non ci impressiona, in più è chiusa. Certo non ci disperiamo, rientriamo verso il centro e puntiamo dritti Hlavné Namastie, la piazza principale.
Da questo momento perdiamo la cognizione del tempo, dello spazio e del senso di sazietà: guardiamo tutte le bottegucce degli artigiani e assaggiamo tutto ciò che ci attira di più.
Il tema è ovviamente natalizio e si possono fare buoni acquisti per regali e souvenir spendendo poco: ci sono saponi, decorazioni, candele di ogni tipo, oggettistica in legno, in pietra, vetro, tessuti, pelle, c’è di tutto. Ma per noi l’attrazione maggiore è il cibo, così finiamo per comprare un torrone miele e arachidi (1.70 Eu), accompagnato dall’idromele Medovina: un liquore caldo a bassa gradazione, distillato dal miele (1 Eu). Dopo ci aggiungiamo anche un loksa, una crepe arrotolata spolverata di zucchero e cannella (1.50 Eu).
Passeggiamo mentre fa buio, le strade si illuminano, c’è tanta gente in strada e noi passiamo da una bancarella all’altra e valutiamo prezzi e oggetti per l’attacco finale 😉
Dopo aver ammirato le imponenti facciate del Teatro Nazionale Slovacco e della Filarmonica, ordiniamo un paio di punch per riscaldarci, uno ai mirtilli e lavanda e uno all’arancia. Ora siamo pronti: dopo diversi confronti fatti tra i mercatini e i negozi visitati nell’arco della giornata, sappiamo esattamente dove andare a fare acquisti e cosa mettere nei nostri zaini. Entriamo da Danube Souvenirs e compriamo felpe, portacandele, gli immancabili magneti e uno splendido vaso decorato con il celebre “Bacio” di Klimt.
Dopo un’intera giornata in strada facciamo ritorno in hotel, ci buttiamo in sauna e ci rilassiamo – e scaldiamo! – prima di uscire di nuovo a cena. Anche oggi conosciamo la destinazione perché l’avevamo notata prima di partire: Fabrika, un locale adiacente all’hotel Loft che ci ha colpito per i suoi interni.
Lo raggiungiamo con una passeggiata di pochi minuti e l’impatto con la realtà conferma quanto visto in foto: la sala è grande, ben illuminata e calda. Anche qui producono con orgoglio birra e ne ordiniamo due boccali da 0.5 però, mentre guardiamo il menù, restiamo delusi dal fatto che è praticamente un pub a tema USA più che un locale di cucina tradizionale. E ci sono anche tanti, troppi riferimenti a prodotti italiani.
Non solo noi veniamo dalla capitale mondiale della gastronomia, neanche tre mesi fa avevamo eletto il miglior hamburger mangiato durante il viaggio in USA! Quindi non ci resta che circoscrivere la nostra scelta ad alcuni piatti locali che resistono stoicamente in un menù affollato di stranieri 😉
Ordiniamo: pivni gulas, uno spezzatino di manzo brasato con birra scura accompagnato da gnocchi di pane e patate; una sacrosanta klobasa, gigantesca salsiccia alla griglia con senape, rafano e ketchup servita con patatine fritte. Abbiamo speso 24.10 Euro, il cibo era buono ma ci aspettavamo qualcosa più in linea con la tradizione locale. Andiamo via soddisfatti ma con un po’ di amaro in bocca, come quando bevi una birra troppo forte.
Il pensiero di Vienna addolcirà i nostri sogni, domani si riparte!

Quanto abbiamo camminato oggi? 8.5 km

 

14/12 Bratislava – Vienna – Bratislava

 

Tutto calcolato dall’Italia: Bratislava dista da Vienna solo 55 chilometri. Ci sono treni in abbondanza ed è molto facile organizzare questa gita fuoriporta, noi l’abbiamo fatto!
Dopo la consueta ricca colazione, alle 11:00 andiamo a piedi verso la stazione principale (Hlavna stanica) passando davanti il monumentale Palazzo presidenziale.
I treni per Vienna partono ogni ora, noi abbiamo scelto quello delle 11:38 e abbiamo comprato i biglietti in stazione (a/r 14 Euro a persona). Il viaggio dura un’ora.
Dalla stazione centrale di Vienna prendiamo la metro (fermata Sudtiroler-hauptbanhof, biglietto 2.20 Euro) e scendiamo alla fermata Stephansplatz city dove c’è la cattedrale di Santo Stefano.
Entriamo a visitare la chiesa più importante della città, capolavoro del gotico che tra alti e bassi vede iniziare la sua storia addirittura nel 1147. Gli interni sono sfarzosi ma per il pubblico senza biglietto sono visibili solo quelli della navata sinistra. Una volta all’esterno ammiriamo le guglie elaboratissime e il tetto a spiovente, decorato con tegole multicolori che formano perfetti disegni geometrici, e da qui iniziamo a seguire un percorso pedonale consigliato sulla guida che ha come prima tappa la casa viennese di Mozart. Siccome non è niente di particolarmente memorabile, proseguiamo subito lungo l’itinerario che si rivela subito molto interessante: attraversa un quartiere storico, tenuto molto bene, silenzioso e ricco di piccole sorprese come la chiesa dei Gesuiti, che all’interno ha enormi baldacchini con colonne torte di marmo verde e rosa, e una magnifica cupola trompe l’oeil di ottima fattura: sembra vera!
Proseguiamo verso il cortile del caseggiato Heiligenkreuzerhof dove ci aspettiamo di trovare il primo mercatino di Natale, come riportato sull’itinerario, ma in realtà non c’è nulla e quindi proseguiamo ad attraversare il cosiddetto Quartiere dorato: un intricato dedalo di strade pedonali, slarghi e piazze dove si trovano tutte le boutique e gli shop delle grandi firme e dei marchi più prestigiosi del mondo. Solo shopping di lusso qui, in un contesto completamente immerso nella storia della città: opulenta e nobile come dimostrano tutti gli edifici che costituiscono questa passeggiata unica al mondo.
Il nostro percorso termina nell’Hofburg che raggiungiamo da Michaelplatz, in cui è possibile ammirare alcune rovine di epoca romana. Ebbene sì: anche Vienna è provincia di Roma 😉
L’Hofburg è un complesso di edifici monumentali, una città nella città, che vale la pena visitare.
Noi iniziamo dall’ingresso un tempo riservato ai sovrani e seguiamo un altro percorso passo-a-passo (sempre indicato sulla guida) per capire esattamente cosa stiamo vedendo e dove ci stiamo dirigendo. Passiamo in rassegna statue equestri, cortili, giardini curatissimi fino ad arrivare al Rathaus, il municipio di Vienna che ospita il mercatino di Natale che al termine del viaggio eleggeremo all’unanimità come il più bello.
Rispetto a Bratislava tutto è più organizzato, meno caotico e più… diciamo scintillante! Le strutture degli chalet sono più grandi e meglio illuminate, i prezzi restano moderati nonostante Vienna sia molto più costosa di Bratislava.
Anche qui non ci lasciamo sfuggire il meglio del cibo di strada come per esempio un kartoffelpuffer, un frittella di patate e aglio che sarebbe meglio definire una frittella di aglio con tracce di patate (2.50 Eu). Dopo questa frittella siamo pronti a uccidere eserciti di vampiri con uno starnuto, quindi dobbiamo rifarci la bocca con un bel panino imbottito con salsiccia al formaggio (5 Eu) e dopo l’immancabile sacher torte (3.50 Eu).
Inizia a far freddo e mentre camminiamo nei viali del parco, prendiamo a farci compagnia un bel cartoccio di castagne bollenti. Ci allontiamo dal Rathaus e passando davanti all’edificio del Parlamento austriaco raggiungiamo Mariae Theresien Platz, nel cuore del Museum Quartier, un’altra grande piazza con magnifici giardini su cui affacciano i palazzi del museo di storia naturale e di storia dell’arte. Ma noi siamo in modalità “mercatini natalizi” in questo viaggio, quindi non ci fermeremo… semmai torneremo a Vienna perché ci ha fatto un’ottima impressione. L’assaggio da Bratislava ci ha fatto bene, abbiamo trascurato a lungo la capitale austriaca ma in futuro le dedicheremo un viaggio. Magari abbinato alla vicina Salisburgo 😉
Torniamo ai mercatini: anche qui belle illuminazioni, chioschi carichi di ogni bendiddio, luci, colori e profumi. Compro le immancabili calamite della città, un timbro in legno da regalare e rientriamo verso la stazione. La nostra gita a Vienna si conclude alle 18:16 quando ripartiamo verso Bratislava (anche per il ritorno i treni ci sono ogni ora).
Per cena confermiamo la nostra storica tattica: scegliere sempre per l’ultima cena il locale che hai apprezzato di più durante il viaggio, così parti soddisfatto e non rischi esperimenti negativi. Torniamo quindi al Bratislavsky e ordiniamo pecene kolienko z mladeho prasiatka, 550 grammi di meraviglioso ginocchio di maialino al forno servito con cavoli, patate e slovak loks, in pratica una crepe di accompagnamento. Poi zemiakovè knedlicki, dei grandi gnocchi di patate ripieni con carne affumicata e accompagnati da crauti, pancetta e sour cream. Ci abbiamo aggiunto due birre e abbiamo speso 20,40 Euro, ancora una volta una scelta azzeccata!

Quanto abbiamo camminato oggi? 11.6 km

 

15/12 Bratislava – Devin – Roma

 

Ci svegliamo presto per raggiungere il villaggio di Devin, a 10 chilometri da Bratislava, dove c’è un pittoresco castello diroccato molto importante per la storia slovacca. Abbiamo visto delle foto su internet e ci siamo convinti che valesse la pena fare una levataccia anche perché proprio a Devin c’è la confluenza dei fiumi Moldava e Danubio. Ci siamo preparati la sera prima per raggiungere questa località, così sappiamo che dobbiamo prendere il bus 29 che passa sui 10 minuti di ogni ora.
Una volta raggiunto il capolinea di partenza, che si trova sotto il cavalcavia antistante la cattedrale e di fronte l’osservatorio ufologico, scopriamo che alle 10:00 è l’unico orario in cui non ci sono corse! Quindi dobbiamo aspettare le 11:10 per partire e abbiamo un’ora e mezzo di tempo da riempire!
Ne approfittiamo per una passeggiata lungo il fiume ma fa davvero troppo freddo per godersela, quindi invertiamo la rotta verso la cattedrale di San Martino che troviamo aperta e ne approfittiamo per vedere gli interni. Per quanto non siano eccezionali e tutto possa sembrare abbastanza anonimo, qui sono stati incoronati ben 11 sovrani austro-ungarici!
Finalmente arriva il momento della partenza, c’è molta nebbia quando attraversiamo paesaggi spettrali nel fitto della boscaglia. Dopo 20 minuti arriviamo a destinazione e ci scaricano: siamo letteralmente gli unici turisti, non sono neppure aperti i negozi di souvenir!
Qui la temperatura è sotto lo zero, il paesaggio ha qualcosa di epico: foreste, fiumi e una nebbia lattiginosa che si appiccica addosso. L’ingresso costa 1.50 Euro e dopo aver fatto il biglietto ci inerpichiamo per i viottoli che portano alla rocca distrutta da Napoleone e poi abbandonata. Man mano che saliamo godiamo di panorami sempre migliori, facciamo delle gran foto nonostante la visuale ridotta. Anche qui i primi resti risalgono all’epoca romana e purtroppo la sommità del castello non è raggiungibile dal 2010 perché i lavori di messa in sicurezza sono stati interrotti per insufficienza di fondi.
Sembra di essere in una landa scozzese, ci sono le rovine, c’è tanto verde, sembra una scenografia adatta al sequel di Highlander 😉
Torniamo giù per andare a vedere da vicino l’altra attrazione di questo paesino: la linea di confine su cui passava la Cortina di ferro negli anni bui in cui l’Occidente liberale si opponeva al comunismo dell’URSS e degli stati satelliti.
Qui c’è un toccante monumento a 400 vittime del terrore comunista, uccise nel tentativo di passare dall’altra parte, alla ricerca di libertà.
Alle 12:33 il nostro bus 29 riparte (per il ritorno c’è sempre una corsa ogni ora) e intorno alle 13:00 siamo di nuovo in hotel dove, grazie al late check out riservato ai clienti Genius di Booking, possiamo lasciare la stanza alle 14:00. Quindi andiamo al supermercato di fronte a fare le ultime spese di spezie e dolciumi.
Per tornare in aeroporto abbiamo tempo a disposizione e quindi ci serviamo dei mezzi pubblici, così spendiamo 2.40 Euro invece di 25! Per arrivare in aeroporto bisogna prendere il bus 61 che parte ogni 20 minuti dalla stazione principale dei treni Hlavna stanica e dopo circa 20 minuti, in condizioni di traffico normale, arriva a destinazione al Letisko airport.
Che dire, questo è un altro viaggio consigliato: Bratislava è bella e molto piccola. Fa freddo ma ha un valore aggiunto proprio se visitata nel periodo natalizio… e indovinate perché? 😉
Si mangia bene, è economica e divertente, ottima anche come base per escursioni a Vienna e in diverse località dei Carpazi, anche Budapest è raggiungibile in un giorno.
Insomma il bilancio è positivo, Bratislava è da provare! 😉

Ma alla fine, quanto abbiamo camminato? 31.8 chilometri! 🙂

Note
Hotel prenotato su Booking.
Guida di riferimento: Lonely Planet Vienna (all’interno ci sono due pagine dedicate a Bratislava)
Libro letto su Kindle: Per ironia della morte di Claudio Vergnani