Diario di viaggio a Valencia

Incontri ravvicinati al Museo Oceanografico e al Bioparco di Valencia
Rinoceronti al Bioparco di Valencia, il Museo Oceanografico e incontri ravvicinati tra mani e pinne

Il mio conto alla rovescia è finalmente arrivato!

Dopo 4 anni, 3 mesi, 2 figlie e 1 pandemia è il momento di riprendere a fare una cosa che mi è sempre riuscita bene nella vita: viaggiare!
Per rimettere piede fuori casa e iniziare la nuova esperienza di viaggiatori-genitori, abbiamo pensato a Valencia: un luogo con cultura e gastronomia molto simili alle nostre. Non troppo grande, servita bene, con tanti parchi, piste ciclabili e un museo oceanografico meraviglioso.

15/04 Roma-Valencia

Come sempre abbiamo giocato d’anticipo e a gennaio, all’apice dell’espansione dei virus scolastici, abbiamo incrociato le dita e scommesso su aprile per sperare in un viaggio in piena salute. Abbiamo acquistato i biglietti su Ryanair con una spesa complessiva di 500 Euro; le bimbe hanno pagato una tariffa normale e abbiamo scelto di imbarcare un paio di bagagli da stiva (10 chili) visto che porteremo con noi anche il passeggino (gratis). La cifra finale include anche una novità assoluta per noi: un’assicurazione in caso di mancata partenza. E per poco non la sfrutteremo!
Proprio così, dopo una settimana in perfetta salute, D. si sveglia e pronuncia la parole più temute: “Ho freddo”. Misuriamo la febbre e il 38.8 del termometro ci atterrisce. Con i preparativi abbondantemente conclusi e le valigie pronte, facciamo un tentativo estremo: un passaggio dal nostro pediatra che proprio questo giorno è di turno vicino a noi.
Per fortuna ci rassicura sul fatto che molto probabilmente è una reazione allergica e ci dà una terapia da iniziare subito. Allora decidiamo di forzare un po’ e partiamo decisi verso Roma, anche se con un’ora di ritardo rispetto al previsto.
Complice il lungo tragitto da percorrere, all’arrivo otteniamo la prima soddisfazione: già al parcheggio Alta Quota (4 giorni, 22 Euro) la piccola D. sembra nuova di zecca. I bambini hanno una capacità di recupero incredibile, io con 38.8 avrei iniziato a dettare le ultime volontà…
La navetta ci porta verso i terminal e per le bimbe inizia qualcosa di completamente nuovo e diverso, per noi è una sorta di ritorno alla “normalità” ma capiamo subito che in questi 4 anni il mondo è andato avanti e sono cambiate molte cose. E sinceramente non rimpiango questo lungo stop causato (anche) dalla pandemia: viaggiare tra restrizioni, regole, quarantene, non sarebbe stato affatto facile e non mi sarebbe piaciuto.
Le differenze più importanti rispetto al mio ultimo volo? A Fiumicino ci dicono che posso portare a bordo fino a tre litri di liquidi e, soprattutto, non devo più tirare fuori dallo zaino i dispositivi digitali. I nuovi scanner controllano tutto in meno tempo e con disagi minori per i passeggeri.
Alle bimbe piace l’atmosfera caotica dell’aeroporto: hanno le loro belle valigie cavalcabili, vedono tante persone, negozi e ogni tanto si lanciano in qualche playground strategico.
Quando arriva il momento dell’imbarco, però, si sfiora un altro psicodramma: non troviamo più Simpa, un piccolo dinosauro di gomma che ci segue ovunque. Siamo praticamente sul finger che ci porta dentro l’aereo quando chiedo alle hostess di poter uscire per una ricerca disperata. Ricerca inutile perché alla fine il buon Simpa si era “distrattamente” rifugiato nello zaino di Fede e aspettava solo di essere ritrovato!
Tutto è andato per il meglio, esattamente come il battesimo del volo per le bimbe: sono state attente e curiose in tutte le fasi. E dopo la perplessità causata dal rumore crescente del rullaggio, quando l’aereo si è staccato da terra ho visto dei sorrisi convincenti. Anche se poi il primo sguardo dal finestrino ha dato una spolverata di panico agli occhi. Dopo le rassicurazioni e la tranquillità trasmessa, va tutto alla grande fino a Valencia.
Le operazioni di sbarco vanno via veloci, ritiriamo le nostre comodissime valigie e seguiamo le indicazioni per la metro. Compriamo il biglietto che ci porterà verso il centro, direzione Marìtim, e a Guimerà facciamo l’unico cambio previsto per raggiungere Tùria, la nostra fermata di riferimento. In totale impieghiamo 30 minuti per arrivare dall’aeroporto all’hotel.
Per il nostro soggiorno abbiamo scelto l’Hotel Tùria, molto grande e ben posizionato: di fronte la fermata della metro, adiacente a due grandi centri commerciali, a 800 metri dal centro storico e soprattutto a ridosso del vecchio letto del fiume omonimo che attraversa e caratterizza Valencia. In seguito alle alluvioni, il fiume Tùria è stato deviato per proteggere la città e i vecchi argini oggi ospitano un parco enorme, verde e percorribile in bici per oltre 10 chilometri.
Abbiamo prenotato una junior suite per stare comodi e all’ottavo piano godiamo anche di una bella vista panoramica sulla città.
La giornata è stata piuttosto intensa e inizialmente burrascosa, adesso che siamo arrivati tranquilli ci possiamo rilassare e fare un giro al Corte Inglés vicino per poi fermarci a cena. La scelta ricade sul menu senza glutine di Burger King che in Italia non è ancora disponibile, spendiamo in totale 31,50 Euro per tutti e quattro e nonostante la giornata intensa le piccole alle 23:30 sono ancora belle arzille, mentre noi siamo stravolti dalla stanchezza.
Dai, per oggi basta così: tutti a nanna!

Quanto abbiamo camminato oggi? 4,4 km

16/04 Valencia (Museo Oceanografico)

Eccoci pronti per il primo giorno completo a Valencia! Il programma di oggi ha ispirato questo viaggio e siamo tutti eccitati, forse noi adulti anche più delle bimbe che vivono ogni cosa con naturalezza e fiducia cieca.
D. e I. non sono mai state delle dormiglione. Consideriamo questa caratteristica un difetto enorme, che ci toglie energie, ma certe volte torna decisamente utile. Per esempio quando abbiamo molte cose da fare e vogliamo iniziare presto: alle 9:00 siamo già tutti pronti e riuniti attorno al tavolo per la colazione.
Facciamo un bel pieno di energie, proviamo cose nuove e le bimbe si divertono molto a scegliere dal buffet e assaggiare il latte con il Nesquik. Tutto in sicurezza e con un angolo dedicato alle proposte senza glutine.
Siamo pronti per ritirare le bici prenotate dall’Italia sul sito Valencia Bikes, dobbiamo solo attraversare il ponte e raggiungere la rimessa.
Abbiamo scelto il noleggio per una giornata intera (due bici, 40 Euro), la consegna è veloce e bastano pochi minuti per inforcare il nostro nuovo mezzo di trasporto, assicurare le bimbe sui seggiolini, indossare i caschi e prendere la rampa che ci porta nel vecchio letto del fiume Tùria.
Da qui prendiamo la direzione del mare, ci separano quasi sei chilometri dalle grandi strutture di Calatrava che caratterizzano lo skyline di Valencia: Museo Oceanografico stiamo arrivando!
Prima però abbiamo da meravigliarci lungo la pista ciclabile ricca di vegetazione e costellata da punti di ritrovo, sculture, fontane, playground, campi da calcio, rugby, attrezzi ginnici e tanti prati dove le persone si riuniscono per mangiare, ballare, prendere il sole e fare esercizi. Un’idea bellissima nel cuore della città, molto apprezzata visto il numero considerevole di persone che troviamo a fare attività all’aperto.
Completiamo il nostro percorso con un passo lento, per goderci la bellissima giornata di sole e qualcuno alle nostre spalle si rilassa così tanto che ci scappa pure il pisolino in bici!
Non dobbiamo mai uscire dalla pista, perché l’intero complesso di Calatrava risiede nel letto del fiume. Quindi a un tratto si presentano davanti a noi i primi edifici di questa “città nella città” e passiamo in rassegna Il Palazzo della Arti Reina Sofia, l’Hemisferic e il Museo delle Scienze fino ad arrivare all’Oceanografico. In questi passaggi finali la cura degli spazi circostanti è ancora maggiore e i prati si alternano a grandi specchi d’acqua su cui affacciano le strutture, enormi e bianche. Ci fermiamo più volte a contemplare il sapiente gioco di riflessi e la veduta d’insieme che stupisce e incanta.
Siamo puntuali rispetto all’ora che abbiamo scelto per l’ingresso (dalle 12:00) e siamo già muniti di biglietti comprati online sul sito ufficiale (101,50 Eu), quindi lasciamo le bici, ritiriamo la mappa e ci prepariamo a iniziare la nostra visita dalle vasche dedicate all’Oceano.
Prima, però, una pausa-pranzo da Océanos (un self-service ibrido dove a ritirare i vassoi vuoti ci pensano dei robot) per mangiare (senza infamia e senza lode) nella veranda del ristorante, seduti davanti a un gruppo di pellicani e fenicotteri, una paella e un pollo arrosto con patate (31,60 Eu).
Con la pancia piena ci immergiamo letteralmente nell’atmosfera oceanica e circondati da grandi vetrate attraversiamo i tunnel che collegano le vasche piene di pesci enormi e squali. Poi ci spostiamo verso le acque più fredde per vedere i beluga inseguirsi e giocare con una boa, poi passiamo all’habitat Mediterraneo e infine, dopo aver salutato i simpatici pinnipedi, ci spostiamo verso i colori sgargianti dei mari tropicali.
Tutte queste “immersioni” mettono fame e così facciamo una pausa vicino ai leoni marini che si godono il sole davanti la gelateria Rompehielos dove le bimbe provano un orrendo gusto chicle (ufficialmente marshmellow) di Carte d’Or che fortunatamente in Italia non sembra ancora arrivato!
Alle 17:30 concludiamo la nostra visita e riprendiamo le bici per raggiungere la prossima, tanto attesa destinazione: il Parco Gulliver.
Inaugurato nel 1990 è un’idea formidabile: una gigantesca statua del Gulliver di Jonathan Swift, disteso a terra come nella scena iconica dei suoi viaggi avventurosi. E chi sono i lillipuziani che l’hanno catturato? Ma noi! Adulti e bambini che salgono sul gigante lungo 70 metri e tornano a terra utilizzando scivoli grandi e piccoli, larghi e stretti, alti e bassi che si trovano lungo tutta la superficie, dai capelli alle scarpe. Un divertimento… gigantesco!
Intorno alle 19:00 torniamo in hotel, lasciamo le bici in garage e decidiamo di restare a cena qui visto che le bimbe dicono di essere molto stanche. Anche se a quanto pare, però, hanno ancora le energie necessarie per scatenarsi in una ludoteca del vicino centro commerciale e saltare sugli elastici, arrampicarsi in un percorso a ostacoli, lanciarsi in uno scivolo che termina in una piscina di palline! Pensiamo di dover faticare di più per strapparle al divertimento ma si vede che anche loro hanno fame e non si lasciano pregare.
Oggi è l’ultimo giorno di una promozione infrasettimanale in hotel e ne abbiamo approfittato: bimbi gratis e buffet adulti a 18,90 Euro. Dopo aver ricevuto istruzioni sui cibi senza glutine, assaggiamo un po’ di cose e alcune sono molte buone: in particolare il filetto di salmone e la frittata di patate. La piccola I. è quella che osa di più e durante un sopralluogo sul buffet, una volta riconosciuta la forma non riesce a resistere: chiede un improbabile piatto di fusilli tricolore e così sfatiamo un tabù. Per la prima volta in famiglia abbiamo qualcuno che mangia pasta all’estero. Eresia!
La giornata è stata lunga e divertente, siamo tutti stanchi ma prima di dormire ci facciamo un bel bagnetto nella nostra maxi vasca.

Quanto abbiamo camminato oggi? 9,1 km

17/04 Valencia (Bioparco)

Se le bimbe sapevano sin dalla partenza dell’acquario che avremmo visto a Valencia, per oggi avranno una bella sorpresa perché la visita in programma è una novità anche per noi e si rivelerà una scelta molto adatta per passare una giornata all’aperto e intrattenere i più piccoli. Anticipo fin d’ora che per le nostre bimbe il ricordo migliore di Valencia, la “cosa più bella” vista qui, anche più dell’Oceanografico, sarà proprio questa: il Bioparc di Valencia.
Alle 8:00 facciamo colazione e poi scendiamo subito a prendere le bici per raggiungere un forno individuato in Italia dove fare una bella spesa per la pausa-pranzo: Panadería Baking Free – Artesana Sin Gluten è proprio dietro il nostro hotel e prepara pietanze belle e buone, dolci e salate. Oggi mangiamo tutti senza glutine!
Compriamo pizza, empanadas (vari gusti: tonno e cipolla, carne, formaggio) e qualche donuts molto invitante. Poi torniamo a restituire le bici, recuperiamo il passeggino in hotel e ci spostiamo di pochi metri verso una pensilina per aspettare il bus 95. Compriamo i biglietti a bordo (1,50 Eu) e ci facciamo dare un passaggio fino all’ingresso del bioparco. Il tragitto è breve e normalmente l’avremmo fatto a piedi ma con le bimbe è tutto diverso ed è meglio che conservino le forze per l’escursione e non per il collegamento.
All’ingresso paghiamo 80,40 Eu (a partire da quattro anni pagano un prezzo ridotto di 6 Euro rispetto al biglietto intero, gratis sotto i 4 anni) e dopo aver attraversato il ponte che passa sul bel Parco di Cabècera (siamo praticamente alla “sorgente” del fiume-parco Tùria) entriamo nella grande zona in cui sono riprodotti habitat africani.
Il percorso della visita è pensato molto bene ed è decisamente coinvolgente: tutto ruota intorno a un enorme spazio centrale che rappresenta la savana. Qui condividono gli spazi tanti animali (giraffe, struzzi, rinoceronti, zebre, gazzelle…) e il pubblico cammina intorno a questo grande ambiente seguendo i sentieri che si diramano lungo il percorso del perimetro, dove sul versante esterno ci sono altre piccole deviazioni per vedere altri animali in altri ambienti perfettamente ricostruiti.
Scegliamo il verso della nostra visita e seguiamo la mappa fino a una piccola zona pic-nic dove alle 14:30 ci fermiamo per mangiare. Il cibo che abbiamo comprato è ottimo, le bimbe gradiscono molto e dopo una banana mangiata in modalità giungla, riprendiamo la visita e ci dirigiamo verso la selva equatoriale per incontrare coccodrilli e gorilla.
Restiamo praticamente fino all’ora di chiusura e prima di andar via non può mancare l’acquisto di un souvenir nel fornitissimo bookshop. Ovviamente anche in questa occasione abbiamo la conferma che le nostre bellissime bimbe hanno gusti non propriamente mainstream: per loro non esistono leoncini, zebre e altri animaletti carucci. No, loro puntano subito i peluche di coccodrillo e gorilla! (38 Eu).
Torniamo a prendere il bus 95 per fare un pit-stop in hotel e uscire subito, alle 18:30, per un giro nel centro storico.
Per questi spostamenti più rapidi e dell’ultimo minuto scegliamo di muoverci in taxi, dalla stazione situata proprio davanti al ristorante dell’hotel. Bastano 8 Euro e 10 minuti per arrivare in Plaça de l’Ajuntamento, il cuore del centro di Valencia, e da qui percorriamo tutta Calle de Sant Vincent Màrtir, la strada principale che attraversa la città vecchia. Costellata di negozi e locali molto frequentati, attraversa Plaça de la Reina su un lato della quale sorge l’ingresso della Cattedrale di Valencia.
Dopo aver visto un paio di esibizioni di artisti di strada entriamo nella chiesa per ammirare gli interni e una cappella in cui è custodito, qui come in altre decine di luoghi sparsi in tutto il mondo, il Santo Graal ovviamente più autentico che ci sia.
Dopo la visita proseguiamo la passeggiata lungo i vicoli del centro storico fino a raggiungere Plaça de la Virgen (oggi denominata Plaça de la Mare de Déu) che ospita la grande fontana che rappresenta il fiume Tùria.
Ci piace camminare, quindi cambiamo marciapiede e rifacciamo il percorso nel senso inverso, fino alla piazza del municipio e proprio qui compriamo i souvenir. Dopo aver fatto un po’ di confronti, scegliamo El Salero per portarci a casa i nostri grandi classici: magneti, sportina e due t-shirt (23,30 Eu)per una nuova collezione tutta da iniziare.
Proprio vicino al negozio mangiamo da Hamburguesa Nostra una paninoteca buonissima dove anche le salse sono artigianali, trovata grazie all’app Gluto. Le bimbe restano sul classico cheeseburger ma noi ci concediamo uno Smash (enorme doppio cheeseburger, bacon, cipolla croccante, salsa cheddar affumicata) con un paio di pinte e dopo aver pagato il conto (59,50 Eu) prendiamo subito un taxi in piazza per tornare in hotel (7.75 Eu). Sono le 23:00 e siamo tutti distrutti!
Anche l’ultimo giorno a Valencia è andato, domani si torna a “Casa Bella” (come la chiama D.).
Ma prima…

Quanto abbiamo camminato oggi? 9,2 km

18/4 Valencia – Roma

Oggi è il giorno del ritorno in Italia ma siccome abbiamo combinato degli orari comodi per volare, abbiamo ancora un po’ di tempo per le ultime escursioni. Ci svegliamo un po’ prima per preparare le valigie e dopo l’ormai consueta, ricca colazione salutiamo e lasciamo i bagagli nella reception. Ci resterà un buon ricordo dell’hotel, non solo per la logistica ma soprattutto per le persone che si sono sempre impegnate per assistere le bimbe e farle sentire a casa.
Abbiamo poco tempo e idee chiare, quindi prendiamo un taxi e ci facciamo lasciare in centro, all’ingresso dello spettacolare Mercado Central di Valencia.
Ci sono oltre 400 commercianti in questa affascinante struttura in stile liberty e noi vaghiamo per i banchi in cerca di qualcosa da portare via per pranzo. Passiamo in rassegna praticamente tutto: carne, pesce, verdure, spezie e ritroviamo la conferma dei tanti viaggi fatti in passato. Un mercato è l’ideale per conoscere meglio un luogo: ci sono le persone, le tradizioni, i colori, i profumi e i sapori.
Da qui passeggiamo ancora nei vicoli della città vecchia fino a raggiungere lo storico palazzo del 1700 che ospita il Museo della Ceramica. Siamo venuti qui appositamente per scattare una foto del sontuoso portale d’ingresso, sfarzosamente decorato con un sapiente mix di stili: barocco, rococò, neoclassico e un pizzico di oriente.
Dopo una breve tappa in un vicino Carrefour per comprare pane, prosciutto e succhi di frutta, alle 12:40 riprendiamo un taxi per tornare in hotel, ritirare i bagagli e dirigerci verso l’aeroporto.
Il ritorno è facile, conosciamo l’itinerario e arriviamo in perfetto orario per fare con calma tutte le procedure per l’imbarco. A Valencia è diverso rispetto a Fiumicino e per certi versi ci sembra che il tempo non sia passato: i liquidi sono ammessi solo in presenza di bambini e dopo scansione molecolare. Mentre i dispositivi elettronici vanno messi fuori dagli zaini, e per un attimo torniamo all’ultimo viaggio a Vienna nel 2019. Sembra passata una vita per noi che eravamo abituati a partire almeno 4 volte all’anno!
L’importante è aver ricominciato, aver capito nuove dinamiche, ritmi ed equilibri diversi rispetto al passato. Interrompere la routine delle bimbe e catapultarle in luoghi dove tutto è diverso, può disorientare (questa è la spiegazione che ci siamo dati per alcuni capricci iniziali) e abbiamo dovuto “rallentare” e diversificare le nostre abitudini in viaggio. Bisogna alternare il loro passo al nostro e dobbiamo imparare ad apprezzare anche questo modo di viaggiare, sicuramente più slow.
Il ritorno fila liscio, le bimbe sembrano già aver preso confidenza con l’aereo e ronfano per quasi tutto il volo. Poi una volta a Roma sentiamo tutto il loro entusiasmo per il ritorno a casa sempre più vicino.
Dopo aver ritirato i bagagli e la macchina ci fermiamo a mangiare un’ottima pizza da Buongiorno Napoli (unico punto ristoro senza glutine, nel centro commerciale Aprilia2) e arriviamo a Gaeta alle 23:00 con le bimbe che già dormono e che faranno una tirata fino alle 8:30 del giorno dopo! Roba mai vista dalle nostri parti.
A quanto pare viaggiare stanca quelle due Caterpillar, quindi vuol dire che dobbiamo farlo più spesso! E lo faremo.
Ci vediamo a Skiathos tra un paio di mesi! Prossima tappa Skiathos! 😉

Ma alla fine, quanto abbiamo camminato? 28,2 km

Note
Hotel prenotati su Booking
Guida di riferimento: Lonely Planet Valencia disponibile su Amazon
Libri letti su Kindle: Perfect day di Romy Hausmann

Diario di viaggio: Castelli Romani, Castelgandolfo e LunEur Park

Castelli Romani: natura, arte, diverimento
In foto: il lago di Nemi, i Giardini Vaticani di Castelgandolfo e le attrazioni del LunEur Park e MagicLand

Questo è il breve diario di viaggio attraverso i suggestivi Castelli Romani. Abbiamo visitato Genzano, Nemi, Marino, Frascati, l’affascinante Castel Gandolfo con le residenze papali e non ci siamo fatti mancare il divertimento con il Luna Park dell’EUR a Roma.
Per noi è stato un viaggio ricco di scoperte, esperienze indimenticabili e tante risate in formato famigliare.

05/09: Gaeta – Genzano – Nemi – Marino (120 km)

Partenza da Gaeta fissata alle 11:00 e dopo quasi due ore arriviamo a Genzano di Roma, pittoresca cittadina nota per il suo caratteristico centro storico e il celebre festival dei fiori. Da qui inizia il nostro viaggio alla scoperta dei Castelli Romani.
Prima di iniziare qualsiasi esplorazione, dobbiamo trovare del cibo per il nostro pranzo al sacco. Sul viale principale troviamo una gastronomia che ci ispira e ci lasciamo tentare dai deliziosi panini con porchetta e le focacce cotte a legna farcite con mortadella. Spendiamo 6,50 Euro e ci spostiamo in un vicino parco giochi dove le bimbe mangiano e sgranchiscono le gambette su scivoli e altalene. Dopo la pausa ci immergiamo nella bellezza del centro storico di Genzano, passeggiando tra le sue stradine lastricate e ammirando gli antichi palazzi. Ma questa è solo una tappa, per noi è tempo di partire per la prossima destinazione: il borgo di Nemi.
Il tragitto da percorrere è breve e alle 16:00 siamo pronti a gustare un bel gelato davanti al panorama dell’incantevole laghetto vulcanico, una vista mozzafiato sullo specchio d’acqua e i dintorni che riempiono gli occhi della bellezza della natura. Dal belvedere centrale facciamo ancora una passeggiata e ci gustiamo l’aria fresca, le fontane, i particolari dei negozi di artigianato e sembra che tutti vogliano socializzare con le bimbe. Quindi si meritano un altro giro di scivoli nella micro villetta comunale prima di riprendere la strada per Marino, la nostra destinazione finale dove arriveremo alle 18:00.
Il tempo di fare conoscenza con Laura, la host che abbiamo scelto su Airbnb, lasciare i bagagli in quella che per qualche giorno sarà la nostra casa (bella, grande, con un giardino pieno di giocattoli!) e siamo di nuovo in marcia per il centro. Raggiungiamo la zona della biblioteca comunale e – indovina un po’? – restiamo nel parco a giocare fino all’ora di cena, quando ci spostiamo verso Frascati per il primo e vero pasto del giorno. Finalmente!
Frascati è famosa per i suoi vini e la sua gastronomia tradizionale, arriviamo alle 20:30 e prima di sederci a tavola dobbiamo superare la difficoltà di trovare parcheggio: il ristorante che abbiamo scelto è l’Hostaria Santa Maria che è nel centro storico inaccessibile alle auto. Quindi dopo diversi giri a vuoto, capiamo che bisogna parcheggiare nei pressi del comune e raggiungere a piedi il locale. Per fortuna la pazienza e la perseveranza vengono ripagate da quella che sarà la miglior cena del viaggio.
Ordiniamo per le bimbe un classico ragù e pollo arrosto con patate al forno, mentre noi grandi scegliamo qualcosa di più elaborato: fettuccine con ragù bianco di agnello e arancia, accompagnate da irresistibili involtini di manzo ripieni di mortadella su crema di zucchine. Ovviamente abbiamo bevuto vino Frascati per una spesa finale di 58 Euro, una cifra che al termine di una costosissima estate a Gaeta troviamo decisamente bassa (quest’anno da noi non si sono proprio regolati con i prezzi!).
Alle 22:30 siamo in macchina per la prima notte fuori che filerà liscia come non succede praticamente mai a casa: la giornata e il cambio d’aria le ha distrutte! 🙂

06/09 Marino – Roma Luna Park EUR (50 km)

Il nostro programma di viaggio per oggi prevede una piccola fuga dai Castelli Romani perché trascorreremo l’intera giornata al Luna Park dell’EUR, a Roma. Era molti anni che non andavo e l’ho trovato in condizioni splendide, finalmente! Forse un po’ troppo complessa la biglietteria con la scelta dei ticket per tutte le attrazioni oppure i crediti “LunaLire” da consumare solo su alcune.
Noi decidiamo di comprare un ingresso illimitato e ci danno un bracciale da indossare per accedere alle singole attrazioni in qualità di accompagnatori, infatti abbiamo trovato il parco davvero a misura per le nostre bambine (e anche qualcosa in più, diciamo che fino ai 10 anni qui si divertono, poi ci sarà bisogno di un po’ più di adrenalina). Le attrazioni sono numerose e tutto è molto curato, in più siamo al termine dell’estate con le scuole che hanno riaperto e in piena settimana, quindi non incontriamo file né affollamento.
Il parco è tutto per noi e ci divertiamo molto su attrazioni classiche come le montagne russe e l’otto volante, e poi sperimentiamo qualcosa di nuovo: percorsi avventura, navi volanti, fattorie impazzite e giochi d’acqua. D. resta affascinata dalle moto a forma di animali e praticamente fa un giro con tutte le figure, una specie di scuola guida: inizia accompagnata e finisce i giri di pista da sola. Poi all’uscita incontra una riproduzione di scheletro di T-Rex e per lei la giornata potrebbe finire anche lì!
Dopo la pausa-gelato, rientriamo verso Marino e puntiamo dritti un luogo insolito che abbiamo notato ieri notte, mentre tornavamo da Frascati: in via Cave di Peperino c’è un giardino comunale con tante piccole biciclette, monopattini e skate apparentemente “abbandonati”. La nostra immaginazione è stata confermata sul posto alla luce del sole: in pratica le famiglie lasciano lì i giochi dei bambini che crescono, mettendoli a disposizione di altri bambini che magari non possono averne a casa. Un’idea molto intelligente di riciclo, di comunità, di condivisione e rispetto. Tutto è in ottime condizioni e le nostre bimbe, come tutti gli altri, sono euforiche: sembra incredibile che possano salire e scendere a loro piacimento da qualsiasi trabiccolo a due, tre e quattro ruote!
Dopo i consueti scivoletti finali, partiamo per una per un’altra cena rilassante a Grottaferrata, ancora un piccolo borgo ai piedi dei Castelli Romani. Non possiamo proprio rinunciare al premio finale (almeno per noi grandi!) di una giornata decisamente intensa.
La nostra scelta ricade su Fatto in casa una trattoria locale molto curata negli arredi e nelle proposte. Assaggiamo il grande classico della cucina romana, l’amatriciana, e poi qualcosa di più insolito, come i pansotti ripieni di burrata con pomodorini secchi e pistacchi. Siccome abbiamo bruciato molte energie, ordiniamo anche un coniglio porchettato su purè di patate e zafferano. Da bere l’immancabile Frascati fresco e per le bimbe ancora una pennetta con ragù bianco. Lasciamo sul tavolo 62 Euro e stavolta le bimbe non si addormentano durante il tragitto di sei chilometri che ci separa da Marino, così alle 22:00 ne approfittiamo per fare un bel bagno nella grande vasca angolare. Fresche, pulite e profumate si addormentano subito e dopo un po’ crolliamo anche noi.
La prima volta in un Luna Park non si scorda mai! 😉

07/09 Marino-Castel Gandolfo (Giardini Vaticani) (40 km)

Anche oggi ci aspetta un’altra giornata molto intensa, programmata e organizzata con un po’ di attenzione anche per noi adulti. Dopo i preparativi da record, usciamo alle 9:45 per una visita ai famosi Giardini Vaticani di Castelgandolfo, residenza estiva dei Papi e località prestigiosa dei Castelli Romani. I biglietti costano 12 Euro e li abbiamo acquistati online, dove è possibile scegliere la fascia oraria dell’ingresso. Prima di entrare bisogna passare per la biglietteria (puntuali!) per convertire il tagliando digitale con quello stampato.
La guida ci invita a seguirla lungo i sentieri che mostrano la bellezza dei giardini, passeggiando tra le aiuole fiorite e gli antichi alberi secolari. Ammiriamo le meraviglie architettoniche e paesaggistiche del luogo e le bimbe ci seguono. Una menzione d’onore va a D. che fa tutto il percorso senza passeggino e, soprattutto, senza lamentarsi e senza chiedere di stare in braccio!
La visita dura un’ora e mezza e al termine torniamo in macchina per raggiungere la campagna di Velletri, dove incontreremo Enrico ed Erika presso l’Agriturismo Armando Iacchelli. Una scelta che si rivelerà perfetta per incontrare amici, mangiare insieme e distrarre le bimbe con tanti animali da fattoria.
A tavola, però, non ammettiamo distrazioni e quindi ordiniamo: lasagne, fettuccine ai funghi porcini, due mezze maniche all’amatriciana, spiedini misti e salsiccia alla brace con patate. Da bere tre quarti di vino bianco e rosso, tutto era molto buono e incredibilmente economico: solo 22 Euro a persona!
Dopo i commoventi saluti con Enrico ed Erika, che le nostre bimbe adorano anche se non li vedono spesso, facciamo rientro verso i Castelli Romani. Ci dirigiamo prima a casa per una pausa in giardino e un po’ di relax, poi prendiamo un gelato da Pasqualotto, gelateria storica di Marino considerata la migliore dalla nostra host e poi andiamo alla ricerca di un’altra villetta comunale. Questa volta finiamo in quello che chiamano il “giardinaccio”, meno curato degli altri, più affollato e con scivoli in condizioni non proprio buonissime. Diciamo che l’unico vantaggio qui è che le bimbe non fanno storie quando è il momento di andare via! 🙂
Per l’ultima cena abbiamo scelto di tornare a Frascati, all’Hostaria Santa Maria. Stavolta sappiamo già cosa fare per il parcheggio e quindi andiamo dritti al tavolo prenotato: ci era piaciuta molto la gentilezza, la pazienza e l’attenzione per le bimbe, quindi il bis era d’obbligo. Peccato solo che in questa occasione hanno problemi di personale in sala e vanno lunghi con i tempi, molto lunghi. Scegliamo dal menù del giorno lo stesso ragù bianco della volta scorsa, questa volta per le bimbe, mentre noi ordiniamo uno spaghetto limone, burro, menta romana e pepe. Lasciamo sul tavolo 40 Euro un po’ delusi per il finale agrodolce che ci lascerà l’esperienza qui, ma faremo di tutto per far prevalere il ricordo della prima serata!

08/09 Marino – Rainbow MagicLand – Gaeta (160 km)

Il giorno della partenza salutiamo Laura, promettendoci di rivederci a Gaeta dove lei viene periodicamente per giocare a bridge (promessa mantenuta qualche settimana dopo!) e alle 10:45 iniziamo ad allontanarci dalla mitica zona dei Castelli Romani, diretti a Valmontone. Prima del ritorno a casa abbiamo un’ultima sorpresa per le bimbe: il parco a tema MagicLand, il più grande centro-sud!
Parcheggiamo all’ombra (7 Euro) e grazie a dei flyer trovati in una gelateria nei giorni scorsi, all’ingresso acquistiamo due biglietti al prezzo di uno (19 Eu). Le bimbe entrano gratis ma saranno poche le attrazioni per loro, sono ancora piccoline! Però si divertono molto a vedere le aree tematiche, le ricostruzioni e poi qualche attrazione per loro c’è: un trenino, un otto volante, un playground e un viaggio nel tempo virtuale in 4D con tanto di dinosauri che per D. sembra un sogno.
All’interno del parco mangiamo una focaccia e dopo l’immancabile gelato pomeridiano, ci avviamo lentamente avviamo verso l’uscita che rappresenta la fine del viaggio.
Siamo accaldati, siamo felici, siamo uniti e dopo l’acquisto di qualche souvenir siamo pronti per scattare l’ultima foto del viaggio: sorridere di fronte alla loro gioia e alle loro risate contagiose è la cosa più facile del mondo. Il nostro viaggio alla scoperta dei Castelli Romani finisce qui.
Da domani si ricomincia a lavorare e si torna a scuola, però abbiamo capito che possiamo continuare a organizzare altre uscite, sempre più lunghe e sempre più lontane. Siamo fiduciosi: ci saranno altre tappe di avvicinamento che ci faranno tornare a viaggiare (quasi) come una volta, quando questo blog era molto più attivo e visitato.
Intanto siamo ripartiti dopo l’ultimo diario di viaggio in Italia scritto nel 2020. Ci vorrà ancora tempo e pazienza, tanto sono pur sempre un ex-blogger. No?! 😉

Note
Alloggio prenotato su Airbnb
Libro letto su Kindle: Il maratoneta di William Goldman

Diario di viaggio in Abruzzo: Barrea, Camosciara, Pescasseroli

Una "panoramica" su questo viaggio in Abruzzo: Camosciara, Scanno, Villetta Barrea e l'omonimo lago
Incantevole Abruzzo: cascate nella Camosciara, daini a Scanno, passeggiata lungo il fiume di Villetta Barrea e la vista del lago dal terrazzo di casa Angie.

Prima vacanza in quattro, un itinerario alla scoperta di piccole località dell’Abruzzo tra natura, storia e gastronomia locale. Un cambio di orizzonti che ci rivelerà molte sorprese…

05/07 Gaeta – Forca d’Acero – Scanno – Barrea (137 km)

Partiamo da Gaeta alle 11:45, mettiamo 60 Euro di benzina nel serbatoio e dopo un’ora e mezza ci fermiamo in località Forca d’Acero, al confine tra Lazio e Abruzzo. Siamo nella mitica Taverna del Lupo, un rifugio/ristorante spartano a bordo strada, molto frequentato dai motociclisti, e qui mangiamo i primi arrosticini del viaggio, accompagnati da un piatto scamorza e salsiccia con un bel contorno di patate e spendiamo solo 29 Euro.
Dopo due chiacchiere e qualche dritta da parte dei gestori, da usare nei prossimi giorni, proseguiamo la marcia per Barrea ma prima facciamo una pausa al centro visite daini di Scanno, dove per 5 Euro (pagano solo gli adulti) si visita per 30 minuti una piccola e curatissima colonia di daini e si dà da mangiare agli animali. Siamo in un grande prato verde, perfettamente curato dal continuo brucare dei daini e le bimbe sono felici di questa vicinanza con animali così tranquilli. Ascoltiamo i racconti dell’allevatore che spiega le difficoltà che hanno per gli attacchi di lupi e altri animali selvatici e poi torniamo alla macchina per raggiungere la nostra destinazione finale: Casetta Angie dove ci accoglie Ida per spiegare un po’ di cose sul nostro soggiorno. La casa si sviluppa su due piani, dormiremo tutti nello stanzone del piano superiore che ha un terrazzo a livello da cui ci godiamo un fantastico panorama delle montagne e del lago di Barrea.
Siccome siamo molto vicini al centro del paese, usciamo subito per andare in un minimarket prima della chiusura e dopo aver comprato qualcosa da mangiare per le bimbe, cuciniamo e andiamo a cena al Borgo Antico, situato nei pressi della zona pedonale, in un vicoletto caratteristico. Finalmente ci possiamo rilassare, bere una birra e gustare l’antipasto misto di salumi e formaggi, scialatelli al ragù bianco di capriolo e di nuovo arrosticini di pecora. Ci aggiungiamo un paio di birre per una spesa finale di 40 Euro e poi ci restano giusto le forze per andare a dormire.
Primo giorno in Abruzzo, prima vacanza in quattro, prima notte fuori casa… come andrà?

06/07 Barrea – Camosciara – Civitella Alfedena (30 km)

Ci svegliamo benissimo! Il sole splende, abbiamo dormito alla grande grazie al silenzio, alla temperatura ideale, alla vicinanza tra noi tutti e alla stanchezza. Ci siamo ricaricati tutti per bene!
Facciamo una bella colazione e usciamo subito per andare direttamente nella riserva naturale della Camosciara, il parcheggio costa 5 Euro e da qui parte il sentiero che si può percorrere a piedi o con un trenino al costo di 3 Euro. Saremmo andati volentieri a piedi visto il tragitto boschivo e affiancato da un torrente ma dobbiamo preservare le energie delle bimbe per il trekking che faremo una volta a destinazione.
Quando il treno arriva al capolinea scendiamo e prendiamo il sentiero per raggiungere la cascata delle Tre Cannelle e poi quella delle Ninfe.
Al termine dell’escursione (buona parte con I. in braccio in quanto inadatta ai passeggini) riprendiamo il trenino elettrico che costa un Euro in meno per via del minore dispendio energetico favorito dalla strada in discesa. Riprendiamo la macchina e andiamo a pranzare nel bellissimo ristorante panoramico La poiana.
Mentre D. fa amicizia con R., la figlia dei proprietari, noi ordiniamo gnocchi di patate e fettuccine con ragù di cinghiale insieme all’immancabile trittico di arrosticini, salsicce e patate al forno, tutto accompagnato da birra Menabrea. Spendiamo 63 Euro e dopo un giro sul bellissimo terrazzo, salutiamo e ci spostiamo esattamente di fronte dove c’è il lido La Gravara sul lago. Qui facciamo una pausa relax per far dormire le bimbe sul prato all’ombra degli alberi e vicine all’acqua fresca.
Verso le 17:00 ci svegliamo e dopo le immancabili pietre gettate nell’acqua andiamo verso l’uscita e attraversiamo semplicemente la strada per entrare in un maneggio dove chiediamo informazioni per una passeggiata a cavallo per D. Purtroppo erano tutti occupati e quindi riprendiamo la macchina per dirigerci verso la prossima destinazione: Civitella Alfedena, un altro incantevole borgo famoso per la sua piccola riserva boschiva dove si possono osservare in sicurezza i lupi.
Gli abitanti del posto ci dicono che sarà difficile vederli perché durante le ore calde si nascondono nel fresco della fitta vegetazione ma sono passate le 18:00, non fa così caldo e ricordiamo di essere stati sempre molto fortunati con gli avvistamenti di animali selvatici durante i nostri viaggi in Florida e in California. E così ci mettiamo in attesa e la nostra fortuna si conferma: per ben tre volte vediamo due lupi uscire dal fitto della foresta per raggiungere una polla d’acqua fresca. Per loro è il momento di bere e per noi di festeggiare con un giro di giostre, arrampicate e scivoli nel vicino e curatissimo parchetto comunale.
Quando torniamo a casa è tardi e abbiamo individuato nel vicino ristoro di Bruno al Curvone il luogo per cenare, lui e la mamma sono gentilissimi e ci permettono di consumare il pasto che andiamo a cucinare rapidamente a casa per le bimbe. Quando torniamo loro si saziano con riso e formaggio mentre noi scegliamo le specialità della casa: panino con porchetta, melanzane e scamorza per Fede e panino con frittata di zucchine per me. Al quale ho aggiunto anche un pezzo di torta rustica e una crocchetta di patate. Da bere Menabrea e Leffe per una spesa finale di 20 Euro.
E così dopo torrenti, cascate, lago e lupi, la nostra seconda giornata in Abruzzo finisce con un po’ di gioco dell’oca in casa. Quanto ci piacciono gli animali? 🙂

07/07 Barrea – Pescasseroli – Villetta Barrea (55 km)

Oggi ricca colazione con i dolcetti comprati al forno Lo Scrigno: crostini di marmellata di fichi e noci, poi pasta di mandorle con ripieno di amarena e infine biscotti con miele e noci. Dopo aver mandato giù tutto, chi con il caffè, chi con il latte, chi con il succo d’arancia, siamo subito pronti per partire verso il Centro Visita Pescasseroli. Facile da trovare, costa 4 Euro e all’interno ha spazi curati in cui ospita orsi, istrici e alcune pecore. Gli orsi non sono più adatti a vivere in natura e così sono diventati le mascotte della città. Dopo i consueti dondolii e scivolamenti nel giardinetto della riserva, prenotiamo telefonicamente un tavolo per pranzare da Peppe di Sora. Anche qui ci trattano benissimo e spendiamo 53 Euro per quello che ormai è il nostro menù fisso con qualche variante.
Dopo pranzo ci spostiamo verso la struttura all’aperto Snow Tubing per prendere un gelato e fare qualche discesa con il gommone ma dopo un paio di giri fa troppo caldo per restare.
Così rientriamo verso Barrea per visitare il centro storico e passeggiare lungo i vicoli ombrosi e freschi che come in un labirinto ci accompagnano fino al belvedere del castello. Dopo la passeggiata torniamo di nuovo al maneggio La Gravara e per la prima volta D. sale su un cavallo per fare alcuni giri del box (5 Euro). Il suo nuovo amico si chiama Aziz e lo tiene alla cavezza un ragazzino molto simpatico, Riccardo, che ha uno zio di origine gaetane e quando ci parliamo un attimo viene fuori che conosco i suoi cugini. Il mondo è proprio piccolo, come l’Abruzzo! 😉
Dopo la galoppatina, ci fermiamo a salutare tutti i cavalli del maneggio che Riccardo presenta uno per uno alle bimbe. Dopo torniamo in macchina e raggiungiamo Villetta Barrea, parcheggiamo vicini al museo dell’acqua e passeggiamo lungo il fiume in pieno centro città. La camminata è molto rilassante e fresca, ma soprattutto finisce nella villetta comunale piena di scivoli e altalene. Impossibile non fermarsi! Anche perché siamo vicini al ristorante che abbiamo scelto per cena: Il Pescatore. Anche qui mangiamo bene nonostante la confusione, la scelta non è moltissima e siamo stanchi, quindi lasciamo che a decidere sia la consuetudine di questi giorni: salsiccia e arrosticini per la cena finale.
Di solito Fede e io amiamo assaggiare e variegare ma le bimbe si sono innamorate degli arrosticini e li mangiano volentieri, e si sa che quando i bimbi si fissano con qualcosa poi è difficile fargli cambiare idea. Quindi abbiamo fatto buon viso a cattivo gioco, pian piano ameranno esplorare anche loro gusti nuovi. Salutiamo dopo aver saldato il conto di 50 Euro e notiamo che i locali meglio attrezzati per le opzioni senza glutine sono soprattutto i ristoranti degli hotel, di sicuro non possiamo dire di avere avuto chissà quali grandi difficoltà a trovare da mangiare senza glutine in Abruzzo.

08/07 Barrea – Castel San Vincenzo – Gaeta (130km)

Prima di lasciare la casa e ripartire, ci facciamo consigliare la migliore macelleria locale e finiamo da Tamburro per portarci a casa il souvenir dei souvenir: un chilo di arrosticini e salsiccia paesana (35 Euro insieme a un formaggio di capra locale).
Prima di chiudere il viaggio ci aspetta l’ultima visita in programma: lo spettacolare lago di Castel San Vincenzo.
Quando arriviamo in questo piccolo borgo, l’impatto con i lago è totale: colori vividi, aria tersa, tante tonalità di verde che vanno dall’acqua alla pineta dove ci fermiamo per consumare il nostro pranzo al sacco. Pure qui grandi scivoli e altalene (anche per disabili) al fresco degli alberi e davanti a un panorama incantevole. Facciamo un giro in auto lungo tutto il perimetro del lago così le bambine si addormentano mentre ci spostiamo verso l’abbazia di San Vincenzo dove sostiamo rapidamente, giusto il tempo di una foto ai suoi pittoreschi archi. Sempre in silenzio, mentre dietro ronfano, diamo un’occhiata alle sorgenti del Volturno in zona Rocchetta (da cui l’omonima acqua minerale) e quando aprono gli occhi siamo pronti a fare sosta per la nostra pausa-gelato al punto di ristoro Botte 40.
Dopo è davvero il momento di tornare a Casa Bella, casa nostra, e mentre guidiamo notiamo che abbiamo lasciato l’Abruzzo e il tratto di strada che stiamo percorrendo è lo stesso del primo diario di viaggio in Italia del 2020: allora c’era il Covid senza vaccini, D. aveva pochi mesi, non era svezzata e soprattutto eravamo ancora in tre!
Ora siamo in quattro, vaccinati e con tanti chilometri da percorrere e scoperte da fare.
In Abruzzo abbiamo visto paesaggi diversi dai nostri, per la prima indimenticabile vacanza in quattro. Finalmente abbiamo ricominciato a muoverci e continueremo un po’ alla volta e piano piano per più giorni. Poi, appena anche I. diventerà più autonoma, sarà il momento di tornare a volare e riprendere a viaggiare per il mondo.

Note
Alloggio prenotato su Booking
Libro letto su Kindle: La vedova di Fiona Barton

Viaggi e foto Instagram: le più viste

Il mio profilo Instagram
Il mio profilo Instagram

Il viaggio all’estero è ancora lontano e molto probabilmente quest’anno non ci sarà neanche il viaggio in Italia: troppi impegni e un trasloco da organizzare ci fanno rinviare tutto. L’intenzione di un lungo week end a Ottobre, c’è. Vediamo se riusciremo a farlo, magari ci scappa un mini-diario di viaggio.

Il senso di questo blog restano i diari di viaggio e se non parto ho poco da scrivere. Da quando sono costretto a casa, ho pubblicato qualche post per tenermi in esercizio e ovviamente i protagonisti sono sempre i viaggi. Ho scritto di Libri ambientati a…, di stanze e di hotel visti, di idee per un week end. Insomma, ho provato a dare qualche spunto in base alle mie esperienze.

Questa volta ho pensato a una classifica legata alle mie foto di viaggio più apprezzate su Instagram, quelle più “ripostate” e diffuse. Ho un profilo su questo social e ogni domenica pubblico una foto accompagnata da un aforisma. Ogni tanto capita che alcune foto attirino l’attenzione in modo particolare e lo noto per i numeri decisamente diversi dagli altri.

In preda alla nostalgia ho selezionato le cinque foto più viste su Instagram e le ho messe in fila. Risultato? Ho pubblicato foto dal Giappone al Perù, eppure questa classifica conferma ancora una volta quale sia il Paese più bello del mondo.

Viaggiare è sempre bello. Se vivi in Italia è bello anche ritornare a casa! 😉

5) Lisbona
Lo scheletro a cielo aperto della Igreja Do Carmo ha totalizzato 191 like. Sarà questa l’unica foto dall’estero.

4) MONOPOLI (BA)
In quarta posizione, a sorpresa, il luogo delle mie vacanze da bambino. Sono tornato in occasione di un matrimonio e l’ho trovata ancora più bella. Forse per questo ha ricevuto 249 like?

3) CRACO (MT)
A vedere il gradimento dei turisti, la città fantasma più nota della Basilicata sembra piuttosto viva: 547 like.

2) PADULA (SA)
La grande certosa di Padula è celebre per le sue scale. Questa è piaciuta a 558 persone.

  1. CORTONA (AR)
    And the winner is… la piazza centrale di Cortona!
    Non ha vinto per semplice distacco, ha proprio sbaragliato tutti: 1325 like per la torre civica di questo gioiello in provincia di Arezzo.

Ricordi di viaggio: le stanze e gli hotel migliori

Stanze belle e hotel migliori in giro per il mondo.
Stanze e hotel migliori. Nelle quattro foto principali: Mirage a Las Vegas, Watarase Onsen in Giappone, balconi a New Orleans e la corte interna dell’Union Hotel a Cusco.

La mia lista dei luoghi da vedere è sempre lunga, eppure sono stato un intero anno fermo.
Il Covid-19 ha prodotto effetti negativi nel mondo, primi fra tutti la mortalità e i danni all’economia, mentre a livello individuale e nella vita quotidiana abbiamo cambiato i nostri comportamenti: le distanze, le mascherine, gli incontri, gli spostamenti e molto altro. Abbiamo vissuto diversamente, questo è certo. E anche le partenze ne hanno risentito.
Il mio ultimo giro all’estero risale al fiabesco viaggio per i mercatini di Natale a Vienna, esattamente un anno fa. Mi sembra impossibile: dal 2004 ho viaggiato per mezzo mondo, anche con quattro partenze all’anno, e mi piaceva molto questo ritmo. Il 2020 segnerà un buco nero nella mia mappa dei viaggi e speriamo che il 2021 porti un nuovo “decollo”.

Ho riempito parzialmente questo black out con un paio di articoli dedicati al mio primo diario di viaggio in Italia e 5 idee per un week end nel Lazio.
Così, per chiudere l’anno sul blog, in preda a un attacco di nostalgia ho ripensato ai viaggi con Fede, alle città e ai tantissimi hotel in cui abbiamo soggiornato.
Quali sono stati i migliori hotel che abbiamo vissuto? E le stanze più belle dove erano?
Ho separato stanze belle e migliori hotel perché non sempre gli ambienti comuni e i servizi di una struttura hanno coinciso anche con camere memorabili.

Le stanze più belle

The PlantationPhnom Phen
Siamo stati qui due volte, la prima in una camera con giardino tropicale privato e la seconda su un piano alto con balcone vista piscina. In entrambe le occasioni la stanza aveva stesse dimensioni e composizione. Ed era incredibilmente bella.

Quando? Durante il nostro viaggio in Cambogia

Martin HotelSan Pietroburgo
Stanza enorme, silenziosa, calda e con bei colori rilassanti. Bagno gigante, tutto in marmo, con doppi lavelli e musica. Grande colazione inclusa e servita esclusivamente in camera.

Quando? Durante il nostro viaggio a Mosca e San Pietroburgo

Hotel St. MarieNew Orleans
Tanto spazio e arredi classici e massicci, come è giusto aspettarsi nella capitale mondiale del jazz. Indimenticabile il tipico balcone decorato in ferro battuto che affaccia a pochi metri dal caos di Bourbon St.

Quando? Durante il nostro viaggio in Florida e Lousiana

The Artist Hotel & BistrotPorto
Camera grande, pulita e luminosa. Ma è il concetto di ospitalità che ci ha colpito e sarebbe da imitare: la gestione è affidata a una scuola alberghiera e il personale è composto da alunni e docenti che fanno turni per coprire tutti i servizi necessari alla struttura: dalla reception al ristorante. E lo fanno bene!

Quando? Durante il nostro viaggio a Porto

Art Hotel SpaanderVolendam
L’hotel sembra la galleria di un museo: dipinti ovunque. Anche in stanza, ovviamente, erano presenti quadri lasciati dagli ospiti di epoche passate.
Ma il ricordo più bello sono le albe e i tramonti vissuti sul balcone, davanti al grande specchio acqueo della baia.

Quando? Durante il nostro viaggio ad Amsterdam e Volendam

Devraj NiwasJaipur
Tornare qui la sera, dopo le giornate trascorse nel caos della “città rosa”, è come entrare in un’oasi di pace: silenzio, frescura, relax. Camera grande, baldacchino e doccia in pietra.
Ogni stanza è un bungalow a sé, con veranda attrezzata con poltrone di vimini e circoscritta da un alto boschetto di bambù per difendere la privacy degli ospiti.

Quando? Durante il nostro viaggio in India

Gli hotel migliori


The Plantation – Phnom Phen
Ok. Per i miei gusti questo è l’hotel ideale, sicuramente al primo posto nella ricerca del perfetto equilibrio tra migliori hotel e stanze belle.
Qui oltre alle camere abbiamo apprezzato anche le piscine, i gazebo privati con asciugamani e materassini, il bar, il ristorante, la colazione nel giardino tropicale, lo specchio d’acqua all’ingresso e anche il piccolo shop etnico. Hotel fantastico.

Comfort InnSavannah
Adesso fa parte di una catena ma quando andammo noi era bello anche il nome: Oglethorpe Inn and Suites. Sembra la casa patrizia di una piantagione del XIX secolo, all’ingresso ha un’enorme quercia con i rami impreziositi dal muschio spagnolo e all’interno una corte su cui affacciano i vari piani con le stanze. Nella grande hall c’è un giardino rigoglioso, una fontana e una statua come quella che si vede nella locandina del film di Clint Eastwood, “Mezzanotte nel giardino del bene e del male”, girato proprio a Savannah. Di sera era un po’ inquietante ma a colazione, essere avvolti dal gorgoglio dell’acqua e dal verde brillante esaltato dalla luce naturale che irrompeva dai lucernari, è stata un’esperienza indimenticabile.

Quando? Durante il nostro viaggio a Savannah e New York

MirageLas Vegas
Tanto. Forse anche troppo, però siamo a Las Vegas dove tutto è esagerato e quindi ci può stare. Il Mirage non è semplicemente un hotel, è un’attrazione molto nota della città delle luci: le persone entrano ed escono dalla sua gigantesca hall per giocare al casinò, fare shopping, vedere gli show dal vivo, lo zoo, lo spettacolo di acqua, luci, suoni e fuoco del vulcano. Oltre a tutto ciò, da clienti ci siamo goduti una piscina grande come il lago di Bracciano, l’acquario tropicale della reception e una stanza adeguata alle aspettative, con quotidiani e un frigo bar carico in modo imbarazzante. Tanto, forse anche troppo ma è Las Vegas…

Quando? Durante il nostro viaggio nei grandi parchi USA

Union HotelCusco

Forse l’hotel con la corte interna più bella mai vista. Era anche ben tenuta: stile coloniale, vialetti, erba curata, tanto legno, pietre e una fontana centrale. In un angolo di roccia una grande vasca idromassaggio.
Qui purtroppo ci resta il ricordo di una gestione che poteva essere migliore (difatti è cambiata rispetto al nostro soggiorno) ma ciò non toglie niente all’estetica e alla cura della struttura.

Quando? Durante il nostro viaggio in Perù

Hotel HimeyuriWatarase Onsen

Uno dei ricordi di viaggio migliori di sempre. Un hotel isolato dal mondo, sperduto in una foresta di cedri, a ridosso di un grande fiume e collegato all’altra sponda da un ponte sospeso. Un ristorante self service e uno servito dove abbiamo mangiato benissimo.
Fin qui niente di straordinario, ok. Ma una volta indossati gli yukata che erano in camera abbiamo apprezzato tutta la filosofia di vita che ruota attorno agli onsen, le terme giapponesi. Qui le vasche erano addirittura private: pozza d’acqua fumante, pietre levigate sul fondo, alberi “e per tetto un cielo di stelle”.
Siamo andati, separati, anche negli onsen pubblici dell’hotel: grandi piscine e nudo integrale. Non sono ammessi indumenti negli onsen seri! 🙂

Quando? Durante il nostro viaggio in Giappone

AC Hotels Marriott Bratislava Old TownBratislava
A me piacciono le grandi hall e qui ne ho trovata una degna di nota.
Quando andammo noi si chiamava Austria Trend Hotel, qualcosa mi diceva che avrebbe fatto carriera e difatti adesso fa parte della catena Marriott.
Ci trovammo nella capitale slovacca per i mercatini di Natale e quindi la grande sala comune era addobbata a festa, sfavillante ma soprattutto calda e accogliente al termine dei giri fatti con temperature sotto lo zero!

Quando? Durante il nostro viaggio a Bratislava e Vienna


Kimpton Lighthouse HotelKey West

Ho chiesto a Fede di andare a vivere insieme davanti a uno dei tramonti infuocati di Key West, l’isola più a Sud degli USA nel mezzo del Golfo del Messico. Forse è per questo che i miei ricordi sono legati a questo hotel. Però, al di là del piacere personale, è stato un soggiorno molto gradevole: bungalow in legno vicini al grande faro, alle nostre spalle la casa di Hemingway, colazione a bordo piscina nel giardino ricco di palme, fiori e uccellini colorati.
Forse per questo Fede mi ha detto “sì” e dopo neanche due mesi abbiamo messo i nostri nomi sullo stesso citofono.
Con un finale simile non poteva mancare tra gli hotel migliori mai visti! 😉

Quando? Durante il nostro viaggio in Florida e parchi di Orlando