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Antologia Aphorism: il “mio” libro

Copertina dell'antologia Destrieri di Aphorism
Copertina I Destrieri

Pubblicato! Finalmente! Ora devo fare una precisazione, affinché il titolo dell’articolo non v’inganni: questo libro non l’ho scritto io ma l’ho voluto, fortemente.

Senza però l’aiuto di tutti gli autori presenti, dell’editore e dell’altra curatrice, Annalisa Stamegna, non sarebbe mai arrivato.

I Destrieri è il prodotto di quattro anni di letture e selezioni, di piccole vittorie e di soddisfazioni, di un uso costante dell’interazione tra web, e-mail e, soprattutto, persone. Tante, tantissime persone: ho conosciuto centinaia di autori, risposto a migliaia di e-mail, ricevuto critiche e incoraggiamenti, e sarei pronto a ricominciare da capo.

L’antologia raccoglie 17 racconti di 11 autori della Scuderia di talenti letterari che si è formata attorno al sito Aphorism.it.

Alcuni di essi sono già noti al pubblico, come Attilio Del Giudice, altri sono emergenti che hanno talento da vendere. Mi vengono in mente Max Ventura, Katia Guido ed Emanuela Siano in rappresentanza di tutti.

Da questa raccolta è venuto fuori un volumetto ben curato, completo, con diversi generi letterari, gustoso da leggere, che vi consiglio. E’ stata una bella esperienza che spero di replicare presto, magari dopo il lancio della nuova versione di Aphorism.

Dove lo trovate? E’ in vendita on line su IBS ma vi consiglio il link della casa editrice: Gullivertown.com, c’è lo sconto del 5%!

Prima dei saluti, i ringraziamenti di rito: tutti gli autori, editore, Annalisa Stamegna (bis perché non fa mai male), gli amici della Setta, quella vera, la mia società Ehinet Srl con Gilberto, Daniele, Cato e Francesco e tutti quelli che hanno sopportato le mie storie, i miei deliri, Agnese in primis.

Omaggi e a presto, G.

Questioni di stile

Copertina del libro Esercizi di stile
Raymond Queneau – Esercizi di stile

“Stile” è una parola importante, se ne parla sempre più spesso.
Lo stile si cerca e si riconosce in pubblico e in privato, a tavola, nell’abbigliamento, nel linguaggio, nei comportamenti. Ma quanti si preoccupano ancora dello stile nella scrittura? Anzi, è ancora importante avere un proprio stile? O è addirittura impossibile?

Chi vuole scrivere e badare allo stile (cosa che non tutti fanno…) deve per forza leggere i celebri Esercizi di Stile scritti nel 1947 da Raymond Queneau. Un libro da metabolizzare, assolutamente da non leggere d’un fiato.

Raymond parte da una storiella banale per riscriverla usando 99 stili diversi: metaforico, auditivo, filosofico, ampolloso, volgare, ecc…

Per capirne di più vi consiglio di leggere prima un articolo dello scrittore e giornalista Alessandro Lucchini e poi le rielaborazioni dei ragazzi del Master in Web Content Management (ci sono anch’io!) a cui è stato dedicato un link esclusivo sull’interessante sito www.ktvehi.com

Domani darò qualche altro esempio pratico direttamente sul blog, a presto.
G.